PUNTO NASCITA, PARLANO PESCIARELLI, SANTARELLI E CERISCIOLI

Il Comitato dei Sindaci dell’Ambito Territoriale sociale (ATS) n. 10 di Fabriano si è riunito d’urgenza in data 05 febbraio 2019, con la presenza del Presidente (Sindaco del Comune di Sassoferrato e Presidente dell’Unione Montana dell’Esino Frasassi); del Sindaco del Comune di Fabriano; del Sindaco del Comune di Serra San Quirico e del Sindaco del Comune di Genga, a seguito delle notizie sulla previsione di “chiusura” del punto nascita dell’Ospedale di Fabriano. Il Comitato – si legge nella lettera firmata da Ugo Pesciarelli – ha convenuto sulla piena condivisione e presa di posizione, a livello territoriale ed istituzionale, rispetto alla problematica affrontata, confermando, in caso di esecuzione, la gravità della scelta a danno e pregiudizio dell’ intera popolazione e dell’intera utenza residente nell’ ambito territoriale dell’Unione Montana, già colpite dalle forti criticità e negative ripercussioni soprattutto a livello produttivo, e socio-economico, con riduzione ulteriore di servizi, già carenti nelle aree interne montane. Parte del territorio infatti rientra nell’area del cratere della Regione Marche con tutte le criticità e le problematiche che ne derivano e parte nel progetto pilota delle aree interne della Regione Marche, in attuazione della strategia nazionale di tutela e sviluppo delle aree disagiate (SNAI).

Altra importante e grave criticità del territorio, ormai da tempo consolidata, è costituita dalla carenza di infrastrutture con particolare riferimento alle precarie condizioni di collegamento e viabilità dovute al mancato completamento delle opere della “quadrilatero” ed alla mancata realizzazione della “pedemontana”. In presenza delle confermate condizioni di disagio in cui versa l’intero territorio, il Comitato dei Sindaci, ancorché in assenza di ufficiale comunicazione circa lo specifico provvedimento esecutivo di “chiusura” del servizio sanitario offerto dal punto nascita ( positivamente e validamente attivo e pienamente rispondente alle esigenze della utenza territoriale servita) da parte degli Organi governativi o regionali di competenza, ha ritenuto completamente inaccettabile la eventuale applicazione della scelta operativa di cui si è avuta notizia, oltreché gravemente lesiva dei diritti alla salute della cittadinanza e della necessità di garanzia della presenza dei servizi sanitari essenziali nel territorio interno. Detta negativa risoluzione comporterebbe un ulteriore aggravio dei disagi e delle già criticità presenti nel territorio, costringendo le popolazioni insediate a ricorrere ad altre strutture sanitarie con oneri e difficoltà ancora più pesanti.

La circostanza inoltre risulterebbe in palese contraddizione con le indicazioni già espresse dal Ministro dell’Interno e dal Ministro della salute relativamente alla disponibilità di revisione dei criteri e dei requisiti necessari per il mantenimento dei punti nascita nell’ambito dell’accordo Sato-Regioni. Sulla base pertanto delle informazioni, ad oggi disponibili, e tenuto conto di quanto sopra illustrato, ferma restando la conferma dell’applicazione della condizione di “deroga”, ove e qualora indispensabile al mantenimento incondizionato del servizio in questione presente presso la struttura ospedaliera di Fabriano; Il Comitato unanimemente e concordemente

CHIEDE

1. Al Ministero della salute e alla Regione Marche, nel rispetto delle proprie competenze, di tenere sospesa allo stato ogni decisione e/o procedura che possa comportare o incidere, direttamente o indirettamente, sulla “chiusura” del punto nascita della struttura ospedaliera di Fabriano, impegnandosi, al contempo, per la conferma della condizione di “deroga ”in atto;

2. Un indispensabile confronto tra le parti, con apposito urgente incontro con il Sig. Ministro della salute e con il Sig. Presidente della Regione Marche, per gli indispensabili opportuni chiarimenti e per l’esame congiunto delle attuali condizioni del servizio sanitario locale al fine di scongiurare definitivamente la “paventata” procedura di soppressione del “punto” nascita dell’ospedale di Fabriano per tutte le motivate ragioni ivi riportate.

Santarelli: “Mancano pediatri h24”

Chiedo scusa. Chiedo scusa perché mi sono lasciato trascinare in uno scontro inutile che serve al PD come arma di distrazione. Perché al di là delle carte bollate, dei protocolli e delle ricostruzioni più o meno fantasiose il problema rimane uno e uno solo: l’assenza del pediatra h24. Un pediatra che dovrebbe essere garantito dalla Regione con concorsi seri e non a tempo determinato. Le chiacchiere stanno a zero. La Regione non è riuscita o non ha voluto individuare il personale necessario. Coinvolgere il Ministro dicendo che solo lei può risolvere la situazione è come se ce la prendessimo con la Motorizzazione Civile che non ci dà la deroga per circolare con una auto con sole 3 ruote anziché 4. Oltretutto in questa procedura la Regione si sta dimostrando stranamente molto efficiente e veloce. Chiudere un reparto all’improvviso come vogliono farci credere e in così poco tempo mica è da tutti. In questo modo anche ipotizzare interventi o individuare spiragli per avere margini di manovra diventa improbabile. Ci vediamo sabato alle 9:00 di fronte all’ospedale.

Ceriscioli: “Condivido pienamente la lettera dei sindaci, ma salvare il presidio dipende esclusivamente dalla volontà del Governo”

“Sono totalmente d’accordo con la lettera dei sindaci dell’Ats ma evitare la chiusura del punto nascita fabrianese dipende esclusivamente dalla volontà del governo”. E’ quanto dichiara il presidente Ceriscioli che oggi ha ricevuto una comunicazione a firma del Comitato dei sindaci dell’Ambito Territoriale sociale numero 10 dell’Unione Montana dell’Esino Frasassi. “I sindaci chiedono di tenere sospesa ogni decisione o procedura che possa comportare o incidere, direttamente o indirettamente sulla chiusura del presidio fabrianese – continua Ceriscioli – . Questo non è possibile perché, nonostante l’impegno in tutte le sedi per chiedere la deroga, dobbiamo adempiere alle prescrizioni A gennaio è arrivato al Servizio sanitario della regione, da parte del Ministero della Salute attraverso il comitato lea, il documento ufficiale nel quale si chiedeva di trasmettere “l’atto formale di chiusura del punto nascita”. Già nel 2017 abbiamo chiesto formalmente la deroga al ministero per evitare la chiusura del presidio, nel mese di maggio 2018, abbiamo inviato le relative schede al comitato LEA, segnalando di essere in attesa della risposta sulla deroga; il 6 luglio 2018 abbiamo avuto risposta negativa dal Ministero rispetto alla deroga. Per questo, pochi giorni dopo, il 17 luglio, ho deciso di scrivere al ministro, chiedendo di rivedere la decisione, senza avere mai ricevuto risposta. Il percorso è purtroppo andato avanti come era prevedibile. Per garantire continuità nell’assistenza e adeguato accompagnamento alla conversione del punto nascita, dopo la richiesta di Asur del 31 gennaio, ieri è stata definita la strategia riorganizzativa con un protocollo firmato dalla Direzione medica, unitamente alla Direzione del Dipartimento Materno Infantile e della Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Ginecologia. Entro il 15 febbraio 2019 cessa l’attività di accettazione e di ricovero per i parti e patologie correlate. Tutte le donne ricoverate verranno seguite fino alla dimissione. Presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia di Fabriano resteranno comunque tutte le attività fino ad ora erogate sia mediche che chirurgiche, ostetriche e ginecologiche , ambulatoriali e quelle di day surgery e di ricovero ordinario. I sindaci ci chiedono anche di riaprire una interlocuzione con il governo – conclude il presidente della Regione Marche – .Visto che il ministro della Salute Grillo ha dato segnali di apertura rispetto al tema invito i sindaci, come abbiamo fatto noi in ogni occasione, ad utilizzare tutti gli strumenti per tentare di trovare una soluzione per il tutto il territorio”.

Giombi (Fabriano Progressista)

Questo episodio mette in chiara luce che la chiusura del punto nascite di Fabriano significherebbe andare contro i cittadini del territorio montano, mettendo in serio pericolo la nostra salute. Oggi il Partito Democratico ha chiarito molti aspetti della vicenda, ed il Sindaco di Fabriano ha chiesto anche delle scuse su precedenti dichiarazioni da lui fatte. Questo è un triste teatrino dell’assurdo, in cui ci sono molti personaggi in cerca d’autore. Il problema è che a farne le spese sono i cittadini.
Questo territorio deve essere rilanciato da chi oggi ha l’onere del governo. In tema sanità bisogna rilnciare la proposta dell’Area Vasta Montana per difendere in modo definitivo il nostro Ospedale “Engles Profili” dell’Area montana marchigiana. Purtroppo sto riscontrando, avendo la possibilità di vedere con mano il lavoro dell’Amministrazione Comuanle, che si trascurano i problemi reali di Fabriano. E questa vicenda lo testimonia ampiamente. Mi auguro e chiedo, che i vertici politici comunali, regionali e ministeriali si incontrino per concedere la deroga al punto nascite di Fabriano.

Marco Antonini

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