“NON VOGLIAMO NASCERE SOTTO LE GALLERIE”

di Marco Antonini

Chiude il punto nascita dell’ospedale. Dopo anni di speranze e battaglie è arrivata ieri pomeriggio la doccia fredda tramite il Governatore delle Marche, Luca Ceriscioli. “Il Ministero della Salute ci ha chiesto di trasmettere l’atto formale di chiusura del punto nascita di Fabriano”. Il sindaco Santarelli: “Verificherò gli atti e ognuno, Ministero compreso, se così sarà, dovrà prendersi le sue responsabilità. Il documento è stato prodotto e inviato dal Comitato Percorso Nascite Nazionale e non dal Ministero. Spero che questo possa consentire di avere margini di manovra prima di prendere decisioni affrettate”. Dal reparto il dottor Antonio Cutuli: “Noi andiamo avanti. I colori e la festa intorno a noi ci danno ragione». L’unica sala parto dell’entroterra, si avvia, tranne nuovi colpi di scena, alla chiusura. Non si nascerà più nella città della carta. “La Regione – dichiara il presidente – per garantire massima sicurezza a tutte le donne del fabrianese, attiverà immediatamente il percorso della gestione della gravidanza”. Gradualmente i parti da Fabriano andranno verso altre strutture su scelta della donna. Ginecologi e ostetriche che hanno seguito la donna la accompagneranno nell’ospedale prescelto. Su Fabriano rimarrà l’attività di gestione pre-parto e post-parto, quella ginecologica e l’assistenza pediatrica specialistica. A nulla sono servite le manifestazioni in piazza, la raccolta di migliaia di firme, la presa di posizione dei sanitari. Anche la carenza di medici non ha giocato a favore.

“Chiudere questo reparto è un impoverimento per le comunità della nostra montagna. Dal Governo ci aspettavamo un moto di sensibilità e attenzione per quella parte del territorio, ma così non è stato” l’affondo finale del governatore. Adesso è tempo delle polemiche politiche. Da una parte la regione Marche che due anni fa ha chiesto la deroga per la sopravvivenza del reparto che effettua circa 300 parti l’anno, dall’altra il Comune di Fabriano, con il sindaco pentastellato, Gabriele Santarelli. “Apprendo con sconcerto quanto dichiarato da Ceriscioli che si è ben visto dal comunicarmi in anticipo la notizia. Sto cercando di verificare di che tipo di documento si tratta e chi lo ha inviato. Il problema – ribadisce il primo cittadino – è la carenza di personale che la Regione dovrebbe garantire da tempo. La Regione ha avuto la possibilità di derogare in autonomia, ma ha deciso di non farlo. Ceriscioli si tenga le lacrime di coccodrillo e le considerazioni che arrivano in ritardo e che rimangono solo parole delle quali non sappiamo più che farcene sulla strategicità del reparto. La richiesta di deroga – conclude – è arrivata pochi mesi prima della risposta da parte del Comitato Percorso Nascita e non due anni fa”.

Mentre i cittadini studiano nuove mosse, Patrizia Terzoni, deputata Movimento 5 Stelle annuncia: “Resto in attesa insieme al sindaco di Fabriano di capire dove sia la verità. Una cosa è chiara: il punto nascita di Fabriano, ultimo rimasto nell’entroterra, non deve chiudere”. Il riferimento è a quanto detto, pochi giorni fa, dal Ministro della Salute su una possibile modifica dell’accordo Stato-Regione per il mantenimento della sala parto nelle aree disagiate. Anche Olindo Stroppa, Forza Italia, attacca: “Visto lo stretto contatto fra la nostra Amministrazione e il ministro chiedo che venga fatta chiarezza”. Andrea Giombi, consigliere Fabriano Progressista: “È ora di una azione in sinergia delle forze politiche fabrianesi, dobbiamo uscire da questo isolamento politico. È ora che la Giunta Santarelli intrattenga rapporti con la Regione ed il Ministero per la tutela del nostro territorio e la finisca di avanzare critiche inutili”. Tutti lo sanno: Il punto nascita di Fabriano è una realtà strategica per il territorio già duramente colpito dal terremoto e garantisce un servizio di presa in carico per la donna in gravidanza in prossimità dei centri abitati più isolati di un territorio in area sisma.

L’aggiornamento del sindaco Santarelli

“Sono uscito dall’ospedale Profili dove ho incontrato gli operatori del reparto ostetricia. Come al solito sempre disponibili in piena attività come dimostrano i numerosi fiocchi presenti fuori le porte delle camere. Li ho trovati sorpresi dalla notizia ma sereni consapevoli del valore e della qualità del loro lavoro. È chiaro che un reparto non può essere chiuso da un giorno all’altro e quindi aspettiamo di avere maggiori notizie su quelle che sono le tempistiche ipotizzate e nel frattempo lavoriamo per fare in modo che il ministro intervenga per bloccare e rivedere la decisione presa dal comitato percorso nascite. Ci siamo attivati nei confronti del Ministero anche attraverso il presidente della commissione sanità del senato che è stato in visita proprio all’ospedale di Fabriano poche settimane fa insieme a Sergio Romagnoli. Fa riflettere, non lo nego, le tempistiche con le quali il comitato percorso nascita ha inviato la comunicazione alla regione a pochi giorni dalla dichiarazione della ministra Grillo con cui affermava di voler rivedere i contenuti di accordo stato regioni e quindi ridiscutere i parametri sentire la funzionalità dei punti nascita delle aree orograficamente disagiate come la nostra. Oltretutto questo documento ancora nessuno ha avuto modo di leggerlo è attualmente ci risulta che nemmeno il ministro ne sia a conoscenza. Non ci sembra nemmeno questo in modo di buttare addosso tale notizia agli operatori e agli utenti, soprattutto alle mamme in attesa di partorire, in questa maniera.
Comunque il reparto attualmente è attivo e anzi registra il tutto esaurito. Continuiamo a tenerci in contatto Roma per poter dare quanto prima eventuali positive novità”. Così, su Facebook, il sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli.

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