“GEOGRAFIE DI SUPERFICIE”, LA MOSTRA A PALAZZO DEGLI SCALZI

Sassoferrato – La Rassegna Internazionale d’Arte Premio G.B. Salvi, giunta alla 68^ edizione, ha appena chiuso i battenti e subito a Sassoferrato si torna a parlare di arte. Nello spirito di innovazione seppur legato alle radici con il suo passato illustre, Sassoferrato vanta una lunga storia in campo culturale ed artistico spirito che ha animato e motivato la continua ricerca del nuovo come forma di lettura del proprio tempo ed è proprio in questo contesto che si colloca la mostra “Geografie di Superficie” , mostra di arte contemporanea doppia personale aperta fino al 2 dicembre con i seguenti orari: sabato e domenica dalle 15,30 alle 18,30 presso Palazzo degli Scalzi di Sassoferrato. La mostra è opera di due artiste adottate dal nostro territorio, Lughia, di origini sarde che ha partecipato e vinto l’edizione 2013 del Premio Salvi e Caterina Prato originaria della Puglia, stabilitasi da tempo a Sassoferrato. Un territorio ospitale, quello sentinate che ha favorito la nascita di un progetto innovativo che tende a superare ogni individualismo. Lughia e Caterina Prato, infatti, dando seguito al sodalizio avviato con “Dissolvenze Incrociate”, presentano opere realizzate con processi che mettono in relazione sempre più stretta le rispettive poetiche.

Il curatore dell’esposizione, Giuseppe Salerno, afferma: “… ci sono mostre nelle quali sono le opere in sé a reclamare da subito attenzione tanto sul piano forma-le che concettuale. Ve ne sono altre per le quali, fermo restando una loro valenza formale e concet-tuale, si rende necessario rivolgere in primis l’interesse alla fase processuale, trattandosi di lavori chiamati a rispondere a caratteri concordati o frutto di percorsi esecutivi predeterminati. A questa seconda categoria appartiene “Geografie di superficie”, mostra progettuale nata dal sodali-zio di Lughia e Caterina Prato, artiste che hanno recentemente vissuto un’esperienza comune realiz-zando un’opera in quattro tavole rifacentesi al meccanismo della “dissolvenza incrociata”, mutuato dal mondo del cinema. Due tavole prodotte dall’una e altrettante dall’altra. Poi lo scambio delle due centrali sulle quali tornare ad intervenire con i rispettivi caratteri. Un’opera che nella sequenza delle quattro tavole vede i connotati delle due artiste incontrarsi e dissolversi gli uni in quelli dell’altra. Un’esperienza illuminante e ricca di implicazioni che ha aperto prospettive e suscitato interrogativi”. La mostra presso il seicentesco Palazzo degli Scalzi, sede della mostra stessa e del Mam’s, Galleria Civica d’Arte Contemporanea che espone oltre 700 opere selezionate tra le 4.000 presenti di artisti nazionali ed internazionali.

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