“UNA CITTA’ BLOCCATA CHE NON DEVE E NON PUO’ RESTARE TERRA DI MEZZO”

di Mauro Bartolozzi, presidente Confcommercio Fabriano

La fase di declino o crisi di rigetto del territorio Fabrianese era stata ampiamente prevista, fine di un modello di sviluppo economico che rimaneva legato al territorio, ma che sapeva approfittare del nuovo mercato e delle nuove tecniche produttive. Le ricadute sono consequenziali alla rigida struttura produttiva monotematica del metalmeccanico e quindi alla crisi indotta dalla globalizzazione con la deviazione degli investimenti verso altri paesi. Ma se questo è il contesto, è inconcepibile che oltre ai fattori esterni, perdurino incertezze, mancate realizzazioni, delocalizzazioni che vanno gestite a livello locale. Ci riferiamo alla realizzazione della Quadrilatero che ci doveva connettere con l’esterno della nostra valle, alla lentezza procedurale della strada Muccese che abbatteva i tempi di percorrenza tra un territorio uniforme per caratteristiche geografiche storiche e di immagine turistica. I servizi nel settore sanitario vengono messi in discussione, la Camera di Commercio ha chiuso i suoi sportelli, l’agenzia delle entrate ha subito un notevole ridimensionamento, addirittura si parla di una chiusura degli uffici Inps. Stiamo parlando di un’area che in tal modo vedrebbe i principali servizi al cittadino a una distanza di oltre 70 chilometri, una specie di primato nazionale, in negativo, che non viene raggiunto nemmeno dalle zone meno antropizzate d’Italia. Così facendo si minano le basi per un progetto di evoluzione e trasformazione economica. Tutto ciò porta a una città bloccata in termini di relazioni, contatti economici, livello culturale, strumenti che sono la leva per innescare la reazione di una comunità.

Ecco allora che tutte le componenti associative, economiche, culturali del territorio devono trasformare in proposte, le isolate (compresa la nostra) richiesta di aiuto, anche a rischio di sembrare provocatori, se provocazione si deve considerare il solo ipotizzare un collegamento funzionale con l’Umbria, o la nascita di una nuova realtà, che riconosca l’importanza di un’area pedemontana da Sassoferrato, Fabriano, Matelica, San Severino che tanto caratterizza la nostra Regione anche dal punto di vista economico turistico, ma che deve imporre la sua identità in termini di funzioni e di servizi. Velocemente si deve aprire un focus su questa situazione, imporre un progetto che aiuti ad identificare un’area che troppo spesso viene considerata terra di mezzo tra la costa e i Sibillini, progetto che può partire anche da un nome riconoscibile e spendibile anche a livello di individuazione e collocazione per il mercato turistico internazionale.

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A rischio pure l’Ufficio Inps: https://www.radiogold.tv/?p=36315

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