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Beko, le preoccupazioni di Cisl Marche a un anno dall’accordo firmato

A un anno dall’accordo ministeriale nell’ambito della vertenza Beko, Cisl Marche ha riunito il Coordinamento, con la partecipazione del Segretario Nazionale Massimiliano Nobis, per parlare dei siti Beko di Melano e Comunanza e la sede impiegati di Fabriano. Dall’incontro è emerso che, a fronte di quasi 90 milioni di euro di investimenti programmati per i poli produttivi di Melano e Comunanza, nell’Ascolano, e per il centro direzionale di Fabriano nel triennio 2025- 2027, ad oggi solo una quota minima è stata effettivamente impegnata. «L’accordo quadro siglato un anno fa prevedeva investimenti mirati all’innovazione tecnologica, allo sviluppo di nuovi prodotti e alla sostenibilità ambientale, elementi essenziali per il rilancio e la competitività dei siti produttivi ex Whirlpool» ricordano le parti sociali. I delegati sindacali Fim hanno evidenziato la forte preoccupazione che si vive quotidianamente sui posti di lavoro. Nonostante la consapevolezza delle difficoltà che il settore degli elettrodomestici sta attraversando, i lavoratori non accettano la mancanza di investimenti nei processi e nei prodotti previsti dall’accordo quadro. Sono state evidenziate carenze negli interventi di manutenzione ordinaria degli stabilimenti, come il ritardo nell’installazione dei pannelli solari, un investimento strategico per l’efficientamento energetico. Il coordinamento Fim Cisl Beko Marche rileva che «Beko Italia non sta rispettando gli impegni assunti nell’incontro ministeriale dello scorso 17 novembre, rispetto agli investimenti e il rafforzamento della campagna di marketing per il 2026 per i marchi Whirlpool e Hotpoint, vista la crescita insufficiente dei volumi produttivi negli stabilimenti marchigiani». Di tutto questo si parlerà martedì prossimo al Mimit, a Roma, con l’obiettivo di rimettere al centro l’accordo firmato un anno fa al Ministero e rilanciare i siti italiani della multinazionale. «Ad oggi l’unico aspetto applicato dell’accordo sono gli esuberi che nelle Marche ha coinvolto 270 posizioni lavorative» l’affondo del sindacato.

m.a.