LA STRADA STRETTA DEL CONCORDATO PREVENTIVO

di Marco Antonini

Un’altra doccia fredda per la SS 76, il cui rischio incompiuta diventa sempre più concreto. Non conosce pace la direttrice Ancona-Perugia, interessata, da anni, dai lavori di raddoppio della carreggiata. Un’infrastruttura vitale per la sopravvivenza del Fabrianese, che a ogni incidente rimane isolato, richiesta anche dal mondo industriale per evitare la fuga di ulteriori fabbriche. Il 2 ottobre l’agenzia Standard&Poor’s ha declassato il rating di Astaldi, appaltatore del progetto Quadrilatero, da “CCC” a “D” di default. E’ il livello più basso di merito di credito. La motivazione è presto detta. La richiesta di concordato preventivo in bianco presentato al Tribunale di Roma da Astaldi prevede la sospensione dei pagamenti ai creditori impedendo eventuali atti ingiuntivi. Per S&P “equivale ad un default”. Secondo l’agenzia la grande società italiana di costruzioni è tecnicamente fallita, cioè incapace di pagare i suoi debiti. Trema Piazza Affari. Astaldi, quotata in borsa da 15 anni, negli ultimi giorni ha perso circa il 30 % del valore. I suoi problemi riguardano soprattutto i grossi debiti che ha accumulato. Venerdì, su richiesta di Consob, l’autorità garante della borsa, la società ha rivelato un indebitamento pari a 1,89 miliardi di euro, in aumento. A fine 2017 il conto in rosso era fermo a 1,47 miliardi di euro. La maggior parte dei debiti è stata contratta con le più grandi banche che operano in Italia: Intesa Sanpaolo, Unicredit, Bnp Paribas e Banco Bpm.

Tremano anche Fabriano e le Marche

Il concordato, infatti, è uno strumento che la legge mette a disposizione dell’imprenditore, in crisi o in stato di insolvenza, per evitare la dichiarazione di fallimento attraverso un accordo destinato a portare ad una soddisfazione anche parziale delle ragioni creditorie. Più è bassa la percentuale del concordato e più alti saranno i crediti che non verranno mai pagati. L’indotto pagherà un conto salatissimo. “Solo nelle Marche – denuncia Gilberto Gasparoni, Confartigianato – diverse decine di imprese vantano circa 30 milioni di euro di crediti che rischiano di perdere. C’è chi aspetta i pagamenti da quasi un anno. Chi pensa a loro? Al peggio non c’è mai fine. Banche e Governo devono evitare che Astaldi affondi. Il Cipe, che dovrebbe essere convocato entro la metà di ottobre, potrebbe dare una svolta approvando la Variante 6 per il completamento della 76 e la Pedemontana Fabriano-Muccia”. Dopo la richiesta di concordato presentata venerdì scorso, bisognerà vedere se arriverà l’autorizzazione dal tribunale. In questo caso la società avrà un po’ di respiro e potrà presentare un piano di salvataggio con lo scopo di mantenere la continuità aziendale ed evitare il fallimento vero e proprio. In caso di continuità aziendale, quindi, la ditta continuerà a svolgere l’ordinaria gestione sotto il controllo di uno o più commissari nominati tribunale di Roma. In caso di concordato in continuità, una volta approvati i progetti mancanti dal Cipe, i lavori sulla SS 76 potrebbero ripartire e la strada tra Serra San Quirico e Fossato di Vico vedere, finalmente, la luce. Stop, così, ai continui disagi e all’isolamento dell’entroterra. Problema a parte la modalità usata da Astaldi per pagare i crediti alle aziende visti i precedenti. Le associazioni di categoria chiedono un versamento settimanale per evitare ulteriori problemi.

Anche i sindacati monitorano la situazione a vista. “Il rischio incompiuta è alto. Da lunedì tutti i cantieri sono fermi – riferisce Daniele Boccetti, Fillea Cgil. – Il problema principale è che con la procedura di concordato i vecchi crediti dei subappaltatori e dei fornitori sono congelati. Attendiamo l’incontro in Regione del 17 ottobre per conoscere le sorti delle maestranze. Nel frattempo si attende l’arrivo dei commissari e tutto resta fermo. Il tempo passa. 48 dipendenti potrebbero essere licenziati nelle prossime settimane. L’approvazione del Cipe confermerebbe che l’opera è interamente finanziata e lavorabile. Attendiamo gli sviluppi”.

Il sindaco

“Siamo preoccupati per l’indotto. Sono aziende che hanno lavorato sulla SS 76 che aspettano da quasi un anno di incassare quanto dovuto. Tutto questo mette a rischio l’esistenza stessa della ditta che rischia di sprofondare. Solidarietà anche per i 48 lavoratori Astaldi che, a breve, potrebbero essere licenziati”. Il sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli, segue con attenzione l’evolversi del “Caso Astaldi” che tiene banco da mesi ed è peggiorato, nelle ultime settimane, prima con l’annuncio degli esuberi, poi con i cantieri che si sono svuotati ed ora con il declassamento da parte dell’agenzia Standard&Poor’s. Il primo cittadino conferma che la riunione preparatoria del Cipe si svolgerà l’11 ottobre e alcuni giorni dopo il Cipe vero e proprio anche se mette le mani avanti. “E’ chiaro – dichiara – che in questa situazione il Cipe non è risolutivo perché rimarrebbe sempre il problema del pagamento dei crediti arretrati”. In attesa di capire se in caso di concordato le aziende si renderebbero disponibili a lavorare con Astaldi, Santarelli auspica “una possibile ripresa da parte del contraente generale. Siamo nelle mani della provvidenza”. Intanto i tempi si allungano e ci si interroga se non sarebbe stato meglio, già lo scorso ottobre, togliere l’affidamento dei lavori ad Astaldi. “Una decisione drastica che bisognava prendere prima. Ora bisogna sperare che Astaldi non fallisca”.

 

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