SS 76 ASPETTANDO IL CIPE, FACCIA A FACCIA SINDACATI E PARLAMENTARI

Fabriano – Emergenza SS 76: 59 unità su 147, dal prossimo 4 ottobre potrebbero restare senza lavoro e così il rischio incompiuta per la 76 è sempre più dietro l’angolo. Oggi, Andrea Casini, Luca Tassi e Daniele Boccetti, rispettivamente segretari di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, dopo aver incontrato, venerdì scorso 14 settembre, il sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli, per esprimere preoccupazione e per chiedere di fare pressing affinchè la riunione del Cipe, attesa da mesi, non si faccia nella prima decade di ottobre così come riferito dal sottosegretario alle Infrastrutture, ma nelle prossime due settimane, hanno avuto un faccia a faccia con i parlamentari del territorio. Presenti, presso la sede della Cgil, (foto) Patrizia Terzoni e Martina Parisse, Movimento 5 Stelle e Alessia Morani, Partito Democratico. “Un’ora e mezzo di incontro – dichiara Daniele Boccetti, Fillea Cgil – in cui abbiamo apprezzato la disponibilità verso la realizzazione di quest’opera, aspetto certamente non secondario visto i trascorsi passati, dei parlamentari locali e del sindaco, ma che non ha prodotto i risultati sperati perché ci saremmo aspettati una data certa per la convocazione del Cipe. La sabbia nella clessidra continua a scendere, la tagliola del 4 ottobre si avvicina e il destino di tanti operai rimane appeso al filo”. Poi si è svolta l’assemblea degli operai. “I lavoratori – riferiscono i sindacati – sono disillusi e attendono l’incontro di giovedì in Regione per capire qualcosa di più”. Intanto i cantieri di Borgo Tufico e Cancelli non hanno ripreso oggi a lavorare segno che i fondi sbloccati la settimana scorsa non sono stati sufficienti a rimettere in moto il cantiere, ma solo a dare liquidità alle banche. Saranno giorni tosti quelli che arriveranno da qui al quattro ottobre perché in ballo c’è la sopravvivenza dell’entroterra. “Siamo disposti a tutto – riferiscono i sindacati – per evitare il peggio. Scenderemo in strada perché il completamento della strada statale 76 è strategico per il centro Italia”.

Sulla vicenda SS 76 è intervenuto anche Maurizio Romagnoli, presidente Cna Fabriano. “I problemi – dichiara – stanno a monte: l’attesa riunione del Cipe a Roma, la situazione precaria di Astaldi, gli esuberi… e senza personale, ovvio che non si lavora e non si procede. Le ricadute, d’altra parte, sono pesantissime. Basti pensare ai tanti imprenditori che attendono l’arrivo su strada delle merci e che, a causa dei rallentamenti dovuti alle ben note criticità della SS 76, sulla quale tali merci devono transitare, perdono intere giornate di lavoro. Non solo: Fabriano rischia l’isolamento tra le montagne, senza un potenziamento viario che non è più rinviabile. E se l’inverno che sta arrivando dovesse essere rigido? Gli attuali problemi verranno amplificati. Si pensi che per raggiungere il casello autostradale Ancona Nord, si impiegano circa 60 minuti salvo intoppi e gli intoppi sono sempre dietro l’angolo in una strada, messa com’è attualmente, che veramente fa paura. La Cna sta monitorando con estrema attenzione la situazione, nella convinzione che l’inadeguatezza delle infrastrutture viarie è un serio freno al tessuto produttivo fabrianese e marchigiano in genere, ed auspica una forte sinergia tra le forze istituzionali locali e quelle nazionali affinché si trovi una soluzione per portare a termine il raddoppio. Ultimare i lavori – conclude Romagnoli – è un dovere morale e giuridico per garantire la sicurezza degli automobilisti e la sopravvivenza dell’economia del nostro territorio”.

Marco Antonini

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