“LA 76 NON PUO’ RIMANERE UNA INCOMPIUTA”

Fabriano – Il comprensorio rischia di rimanere isolato dal resto delle Marche, con strade difficili da percorrere, cantieri che limitano la viabilità e che determinano un isolamento sempre maggiore? Pare proprio di si. Il raddoppio della Quadrilatero SS76 tra Serra San Quirico e Fossato di Vico e la Pedemontana Fabriano-Muccia a rischio incompiuta. Il termine del lavori, infatti, è stato posticipato di volta in volta e ora rimandato all’anno prossimo. A peggiorare la situazione è arrivata la doccia fredda dell’esubero del personale: 59 lavoratori su 147. Per loro, 14 impiegati e 45 operai, si apre la strada del licenziamento collettivo. Un’altra tegola nel comprensorio, alle prese, da 10 anni, con una crisi senza precedenti. Anche negli ultimi giorni, complice l’ultima settimana, per alcuni, di ferie estiva, il traffico è stato molto intenso sulla 76 con lunghe code tra Serra San Quirico e Fossato di Vico. A complicare la situazione non solo i mezzi pesanti, ma anche il limite a 40 km/h e le deviazioni continue che rendono la tratta pericolosa. Risultato? I lavori sono infiniti e per attraversare il comprensorio serve più di mezz’ora!

La presa di posizione di Confartigianato

Federico Castagna responsabile sindacale di Confartigianato Fabriano giudica molto interessanti le posizioni del Sindaco di Fabriano Gabriele Santarelli che coincidono anche con le affermazioni espresse in un recente incontro di Confartigianato il Sen. Mauro Coltorti, presidente della Commissione Trasporti del Senato, che ha permesso di discutere dello stato di avanzamento delle infrastrutture ed in particolare del completamento della SS76 che non può rimanere una incompiuta. Infatti i rischi di blocco che potrebbero verificarsi nella realizzazione del raddoppio SS76 per la situazione critica anche dopo l’apertura da parte di Astaldi del procedimento di licenziamento collettivo per 59 dei 147 lavoratori permangono tutti. Bene fà il Sindaco di Fabriano Gabriele Santarelli a premere in continuazione sul Ministero sottolineando l’importanza della riunione del Cipe, inizialmente prevista per i primi giorni di agosto, che dovrebbe sbloccare l’opera con l’approvazione di una specifica variante per il completamento dei lavori delle due ultime gallerie con lo stanziamento di 9 ml€ da approvare come detto dal Cipe.

Nella stessa riunione anche l’approvazione ed il finanziamento del terzo e quarto lotto della Pedemontana, circa 100 milioni. Su questo tema è forte, per la Confartigianato, anche la preoccupazione per i ritardi nei pagamenti delle imprese che hanno effettuato i lavori per la Astaldi e quindi è necessario che vengano pagati anche gli stati di avanzamento rendicontati alla Astaldi stessa e che l’azienda committente saldi i debiti che ha nei confronti dei fornitori. Inoltre Confartigianato chiede al Sindaco ed ai Parlamentari del territorio di battersi nei confronti del Governo e del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti perché non vorremmo che le varianti che riguardano il completamento della SS76 nella tratta serra S. Quirico – Fossato di Vico cadano nel dimenticatoio dopo il crollo del ponte Morandi di Genova. Lo stato dei lavori, oggi fermi, con tutte le deviazioni in essere sono causa di gravi pericoli di incidenti stradali e rallentamenti incredibili; situazione che se di breve durata possono essere sostenuta ma non può rimanere cosi ancora per lunghi periodi. Anzi andavano favoriti l’apertura di ulteriori tratti della nuova rete stradale in via di completamento per eliminare gli imbuti e le continue deviazioni. Oggi invece, secondo Castagna di Confartigianato, Fabriano rimane isolata da Jesi ed Ancona e la direttrice Ancona-Perugio-Roma di fatto è impraticabile e pericolosa creando grandi problemi nei collegamenti delle merci e delle persone, con rallentamenti e maggiori costi di trasporto e sono un impedimento alla crescita economica del fabrianese che invece ha bisogno di continui stimoli ed opportunità. In questa situazione Fabriano, Città creativa dell’Unesco rischia di essere un boomerang e non una occasione storica per rilanciare l’entroterra marchigiano.

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