ANCORA DUE CERVI AFFOGATI NEL CANALE DI SANT’ELENA

Serra San Quirico – Ancora due cervi affogati nel canale superiore di Sant’Elena! Come se a nulla sono serviti gli articoli di denuncia, le foto scattate dall’estate scorsa ad oggi; da quando abbiamo iniziato a parlare di questo spiacevole fenomeno, nessun intervento risolutore ci è parso di scorgere in questa direzione. Anzi no! Qualche intervento c’è stato ma solo per rimuovere gli animali affogati che in qualche occasione sono stati fatti scivolare altrove attraverso il canale si scolmo ed altre tirati all’asciutto e finiti chissà dove! Non ci pare che questo “fastidioso” problema a qualcuno possa creare disturbo o impegno di denaro per aggiustare le reti rotte o per montarne in quei punti del canale dove non ci sono proprio. Considerato che queste bestiole vengono rilasciate in natura per ripopolare le riserve, le oasi, a spese dei cittadini, quanto meno sarebbe opportuno che si provvedesse ad una certa salvaguardia e nel modo più semplice possibile. E’ pur vero che chi governa ci ha abituato a decisioni talmente strane che possiamo arrivare a dubitare del senso più logico. I residenti intorno a questo canale, ormai famigerato, ci avvertono puntuali ogni qual volta dentro cade qualche animale (cervi – caprioli – tassi –ecc) ma non è così che si arriva ad una soluzione; crediamo sia giunta l’ora di porre fine a quel lieve menefreghismo al quale abbiamo assistito sino a oggi, perché non sarà questo che ci farà assuefare al malcostume.

L’ENPA ALLA CENTRALE ENEL E AL SINDACO DI SERRA SAN QUIRICO. CANALI NON PROTETTI UCCIDONO GLI ANIMALI SELVATICI E SONO PERICOLOSI PER L’UOMO, CHIEDIAMO DI METTERLI IN SICUREZZA

In una nota inviata al Sindaco di Serra San Quirico, all’ENEL nonché alla Polizia Provinciale e ai Carabinieri per l’ambiente, l’Ente Nazionale Protezione Animali chiede un intervento immediato al fine di garantire la sicurezza dei canali della centrale di S. Elena, la cui recinzione – che dovrebbe garantire la sicurezza di persone e animali -è rovinata e spesso assente. “Questi canaloni non recintati né segnalati rappresentano una trappola mortale per molti animali, che, una volta caduti, non riescono a risalire a causa della fortissima pendenza delle sponde in cemento” – commenta Andrea Brutti dell’ufficio fauna selvatica dell’ENPA. “In questo modo, vengono spesso trascinati dalla corrente e muoiono annegati: una situazione pericolosa anche per le persone, in particolar modo per i turisti che non conoscono la zona”. Secondo L’ENPA è quindi necessario intervenire al più presto rendendo sicura l’area e per questo si appella alle istituzioni anche per prevenire tragici ed evitabili incidenti. “Più di una volta siamo intervenuti con i Vigili del Fuoco per salvare animali caduti in questi fossi” – conclude Laura Gozzi ENPA Fabriano – “l’ultimo caso riguardava proprio un capriolo. Incidenti del tutto evitabili se ci fossero adeguate protezioni”

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