CANTIERE SEQUESTRATO A VALTREARA, SOPRALLUOGHI IN CORSO

Genga – Carabinieri forestali e Arpam a lavori nel cantiere SS76 sequestrato sotto al viadotto di Valtreara di Genga: si cercano nuovi fusti di cromo esavalente dopo i cinque ritrovati la settimana scorsa. I lavori di raddoppio della carreggiata lungo la direttrice Ancona-Perugia, intanto, proseguono nelle zone attigue al luogo dove gli operai in servizio con l’escavatore hanno fatto la triste scoperta, mentre il cantiere con i sigilli resterà chiuso almeno per un mese, fin quando la ditta Astaldi non procederà alla bonifica. Si spera che ciò non comporti un ritardo sulla tabella di marcia che prevede la conclusione dei lavori sulla 76 entro l’estate. C’è rabbia e paura nel comprensorio dopo il ritrovamento di 5 fusti metallici contenente cromo esavalente, una delle sostanze più tossiche per l’uomo e per l’ambiente. La scoperta è avvenuta nei giorni scorsi da parte degli operai che stavano effettuando lavori sotto al viadotto di Valtreara. Ora il cantiere per il raddoppio della Quadrilatero è stato bloccato in quella zona e i lavori di rifacimento del viadotto della Strada Provinciale vecchia di Valtreara di Genga sono stati fermati. I carabinieri forestali del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Ancona e della Stazione di Genga-Frasassi hanno sequestrato un’area di circa 1.000 metri quadrati e non si escludono novità nei prossimi giorni perché c’è il forte sospetto delle forze dell’ordine che sotto alla 76 si possa ritrovare una discarica illegale proprio di bidoni di cromo esavalente polverulento. Una bomba ecologica che spaventa tutti anche se per il momento pare scongiurato il rischio di inquinamento delle falde acquifere. La magistratura ha aperto un’inchiesta per smaltimento illecito. Il sospetto è che quei cinque fusti siano stati interrati circa 50 anni fa quando sono state costruite le gallerie tra Serra San Quirico e Albacina. Da lunedì la ditta Astaldi sta predisponendo il progetto di messa in sicurezza dell’area con la supervisione dei tecnici dell’Arpam. Quest’ultimi hanno effettuato molte campionature e, al momento, l’inquinamento delle falde acquifere sembra scongiurato. Anche ieri, nonostante il tempo incerto, il terreno sequestrato è stato nuovamente ispezionato da cima a fondo. Il cromo esavalente è uno dei più importanti e pericolosi inquinanti ambientali in grado di innescare mutazioni genetiche e cancerogeno.

m.a.

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