FRATELLI D’ITALIA, UN INCONTRO A FABRIANO

di Giancarlo Pellacchia, segretario Fratelli d’Italia Fabriano

Si è svolto presso il bar Centrale di Fabriano l’incontro fortemente voluto dal direttivo cittadino con i candidati del territorio alle prossime elezioni politiche e con i rappresentanti della associazione “Osservatorio Sostegno Vittime” che dal marzo 2017 si occupa di dare sostegno alle Vittime di crimini che spesso vengono dimenticate e lasciate sole. L’incontro è iniziato con l’introduzione del segretario cittadino di FdI, Giancarlo Pellacchia e del rappresentante nazionale Ennio Mezzopera, che hanno evidenziato le problematiche del territorio che sono sempre più forti con la continua perdita di posti di lavoro (per fortuna che l’Italia è in crescita..) e gli eventi criminosi che oramai si verificano con cadenza pressoché giornaliera, con episodi che lasciano sconcertati dal momento che fino a pochissimo tempo fa mai nessuno si sarebbe immaginato che potessero avvenire rapine a mano armata in pieno centro cittadino. La riunione è proseguita poi con l’intervento di Carlo Ciccioli, portavoce regionale di FdI e candidato capolista al Senato per le Marche, che ha sottolineato la necessità di un governo che riporti al centro i valori che sono propri del partito FdI e di come diventi quindi importante la vittoria alle prossime elezioni. La candidata al collegio uninominale alla Camera, Laura Schiavo ha portato poi la sua testimonianza di Vittima, in quanto a causa delle pressioni esercitate dalle banche mediante agenzie di recupero crediti, il marito, per un debito di poco conto non ha retto e si è suicidato. Ha fatto seguito l’intervento di Angelo Bertoglio, coordinatore nazionale dell’associazione Osservatorio Sostegno Vittime, che ha raccontato delle difficoltà che incontrano le persone che dopo essere state vittime di crimini violenti vengono abbandonate dallo Stato che si disinteressa di tutte le problematiche conseguenti a casi del genere, così, mentre si da’ pieno sostegno psicologico e legale per chi delinque, per contro le famiglie delle vittime vengono lasciate da sole. Quella Italiana è al momento una situazione paradossale dove i carnefici vengono tutelati e dove le vittime e le forze dell’ordine vengono sempre più abbandonate. Quest’ultime operano in condizioni assurde, con mezzi fatiscenti e con paghe minime, sopportando anche gli assalti di questi “nuovi rivoluzionari” dei centri sociali e di quella sinistra becera che da una parte si dichiara pacifista e dall’altra tira le bombe carta “condite” con schegge metalliche, che da una parte sventola la bandiera arcobaleno e dall’altra picchia ferocemente chi sta facendo il suo dovere, facendolo poi, come sempre, in maniera coraggiosa: 1000 contro 10.

La riunione si è conclusa con le toccanti testimonianze di Andrea Masini, figlio di Ermanno, ucciso a picconate da Kabobo nel 2013 e di Francesco Sicignano che nel 2015 si è dovuto difendere da tre ladri albanesi entrati in casa, sparando ed uccidendone uno che stava per saltargli addosso. Due situazioni differenti ma che hanno lasciato uno strascico pesante da portare per entrambi. Andrea Masini ha raccontato del papà, di come questo, rimasto da solo per la perdita della moglie avvenuta 5 mesi prima per un tumore, si stesse recando quella mattina di maggio 2013, a prendere la macchina per accompagnare una persona di 90 anni a fare delle analisi, in quanto impegnato nel volontariato. La sua vita è finita li, quel giorno sul marciapiede, colpito dalla furia bruta e selvaggia di Kabobo che lo ha assaltato alle spalle tramortendolo e finendolo con delle picconate all’addome e al volto, per poi rubargli il portafoglio e i pochi effetti che aveva. Oltre a Ermanno Masini quel giorno il Ghanese fece altre due vittime, Alessandro Carolè, 40 anni e Daniele Carella, 21 anni. Andrea ha raccontato di come da subito si tentasse di far passare da infermo di mente l’assassino e del suo impegno, utilizzando tutte le risorse, anche economiche a sua disposizione, affinché ciò non avvenisse e fosse condannato per le sue responsabilità e così mentre il ghanese aveva avvocati d’ufficio e psicologi pagati dallo Stato, Andrea doveva far fronte a tutte le spese di tasca sua. Alla fine la condanna definitiva, grazie al rito abbreviato, per i tre omicidi è stata di 20 anni riconoscendo la semi infermità mentale. Questa è l’Italia attuale, quella che per contro indaga per 27 lunghi mesi Francesco Sicignano, reo di aver difeso la sua famiglia da una persona, che insieme ad altre due, si era introdotta nella sua abitazione e che era arrivata fino alla camera ed in procinto di saltargli addosso. Ha raccontato della casualità, della caffettiera quella sera messa sul davanzale del salone e che cadendo a terra, urtata dai malviventi, lo avesse svegliato, di come tenesse la pistola a portata di mano a causa dei furti avvenuti nella zona, di come quella sagoma li davanti si piegasse per prendere lo slancio e saltargli addosso, di come abbia sparato e di come comunque non riesca a dimenticare quei momenti, con la voce rotta dall’emozione. In definitiva chiude il segretario cittadino, L’Italia merita di meglio, l’Italia merita un cambiamento, che passi anche per la tutela delle Vittime, delle Forze dell’Ordine, che quest’ultime possano beneficiare di stipendi adeguati e di attrezzature all’avanguardia per la lotta al crimine, che ci sia la certezza della pena, basta con i decreti svuota carceri e con gli sconti di pena, che vengano costruite altre carceri, che le guardie carcerarie che vi lavorano siano più tutelate, che ci sia più rispetto e che vengano potenziati i giudici di pace e i magistrati onorari. L’Italia si sta sempre più addentrando in un Medioevo sociale e culturale, noi speriamo di poter vincere per fermare tutto ciò e ritrovare, dopo tanti anni di mal governo, quella stabilità sociale e culturale che l’Italia e gli Italiani meritano.

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