CONOSCERE I CENTRI CULTURALI ISLAMICI

Sono due, attualmente, i centri culturali islamici attivi a Fabriano: uno in via Cavallotti, non lontano dal centro storico e uno in via Buozzi, nel quartiere Santa Maria. In molti hanno polemizzato per l’apertura del secondo luogo di ritrovo dove, tra le altre cose, non risulta presente un imam visto che il ruolo è ricoperto a rotazione da diverse persone. Da una conta non ufficiale sono più di 100 le persone che frequentano questi centri. Una comunità fantasma, quella islamica, secondo molti residenti, che quotidianamente si interrogano sulle attività che vengono effettuate. A tutti ha sempre risposto il direttore, Mekri Kader, invitando gli scettici a raggiungere la struttura per vedere con i propri occhi. “Nel nostro centro di via Cavallotti – racconta – lavoriamo su due fronti: far conoscere la città a chi è arrivato da poco in questa terra e far conoscere ai residenti chi si è trasferito qui e ha un’altra cultura. Vogliamo dare una mano favorendo lo studio e il volontariato”. Recentemente sono partiti i corsi di arabo e di italiano (FOTO) e c’è il doposcuola per aiutare i bambini a fare i compiti. Da poco è iniziato un corso di Primo soccorso. “Organizziamo cene, dibattiti, cineforum – continua – perchè vogliamo essere parte integrante della città. La cultura islamica può unire e non dividere: abbiamo tutti a cuore Fabriano”. Tre settimane fa, intanto, l’ultimo caso in occasione dell’organizzazione del “Meeting nazionale dedicato al dialogo e alla conoscenza tra le civiltà” che è stato rimandato per motivi organizzativi. Quando venne pubblicata la locandina dei relatori emerse subito che, oltre al mondo islamico, non c’era nessuno, né del mondo cattolico, né delle altre religioni, tanto che parte dell’opposizione segnalò il caso e il sindaco precisò che il patrocinio non era stato concesso. Critiche arrivarono agli ideatori perché mancavano interventi di esponenti di altre religioni, mentre erano previsti discorsi degli ambasciatori di Palestina e d’Algeria in Italia e del direttore dell’Ufficio Lega Musulmana Mondiale in Italia. Più di una volta anche il vescovo diocesano, Stefano Russo, è intervenuto per ribadire l’importanza del rispetto e del dialogo tra religioni. Sono stati diversi anche i segnali distensivi della comunità islamica. L’ultimo, il 6 gennaio, in occasione del pranzo solidale organizzato da Comune e Diocesi che ha visto la collaborazione anche del centro culturale.

m.a.

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