CORSA CONTRO IL TEMPO, IL 17 SCADE LA CASSA INTEGRAZIONE

Il caso Tecnowind: riduzione consistente del numero degli esuberi e verifica della possibilità di applicare strumenti che possano garantire occupazione e sopravvivenza dell’azienda. Sono gli obiettivi dei sindacati dopo l’avvio della seconda fase del confronto tra parti sociali e management, in sede istituzionale. Nel corso della riunione, convocata dall’assessore regionale al Lavoro Loretta Bravi, le parti hanno sottolineato che è necessario intraprendere in tempi molto rapidi un percorso in grado di dare una soluzione a una problematica che sta generando forti preoccupazioni nel Fabrianese. Un percorso definito a doppio binario, “che veda fanno sapere dalla Regione l’impegno delle istituzioni, dell’azienda e delle organizzazioni sindacali per ridurre gli esuberi e garantire altri mesi di attività all’azienda, in vista di una ristrutturazione o di una vendita programmabile sulla base di un solido piano industriale”.

Gli ammortizzatori

E’ l’argomento più urgente visto che la cassa integrazione straordinaria scadrà il 17 dicembre. La giunta regionale verificherà in queste ore con l’Inps la possibilità di applicare la cassa in deroga fino al 31 dicembre per il numero degli esuberi dichiarati da Tecnowind: 140 dipendenti, il 60 % della forza-lavoro. Regione e sindacati, inoltre verificheranno con i ministeri l’applicabilità di un comma della Legge di Bilancio, già approvata in Senato, riconducibile a situazioni aziendali di questo tipo. Il Tavolo regionale tornerà a riunirsi entro pochi giorni. Ieri, martedì 12 dicembre, Fim, Fiom e Uilm, hanno illustrato, in assemblea, ai 250 dipendenti l’esito dell’incontro.

Terzoni: “Governo rifinanzi subito fondo area fabrianese”

“Il prossimo 17 dicembre va in scadenza la cassa integrazione straordinaria per Tecnowind a Fabriano: apprezziamo gli sforzi che tutti i soggetti coinvolti in questo delicatissimo tavolo stanno proferendo per raggiungere un accordo che rappresenti la migliore soluzione possibile anche in prospettiva futura. Dal canto nostro però, come Movimento 5 Stelle, questo caso ci conferma che la situazione è molto complicata perciò invitiamo il governo a fare presto e a tener fede al nostro ordine del giorno recepito pochi giorni fa come “raccomandazione” e a rifinanziare prima possibile il fondo inerente l’accordo di programma stipulato nel 2010 e poi aggiornato nel 2013 sul distretto industriale fabrianese. Tutto il tessuto produttivo che ruota attorno alla città della carta vive una fase di grande apprensione: ai fragili equilibri della vertenza Tecnowind si aggiungono le voci, con relative incertezze sul futuro, di una probabile vendita delle cartiere Fedrigoni, le quali già qualche mese fa hanno perso commesse importanti relative alla carta moneta. Per tale motivo, Fabriano e le sue aziende non possono attendere la primavera e l’arrivo di un nuovo governo per vedersi fornite le dovute garanzie presso il Mise e il ministero del Lavoro: se l’esecutivo continua a ripetere che il riconoscimento di “Area di crisi industriale complessa” in realtà già c’è, è necessario quanto prima rifinanziare questo fondo altrimenti sarà tutto inutile. Come abbiamo già ribadito più volte, bisogna fare un passo avanti e fino all’ultimo giorno di questa legislatura in Parlamento come M5s ci batteremo per questo comprensorio così in difficoltà”. Così Patrizia terzoni, portavoce del Movimento 5 Stelle presso la Camera dei Deputati.

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