UNO SCRITTORE, UN BENEFATTORE, UN GRANDE UOMO

Fabriano saluta il suo professore e storico Aldo Crialesi deceduto martedì pomeriggio a 82 anni. Professore  di diritto all’Istituto Morea, è stato formatore di tanti giovani, prima all’Azione Cattolica, poi alla San Vincenzo de’ Paoli, come volontario e poi come presidente. Ha collaborato con il settimanale diocesano L’Azione di cui è stato anche vicedirettore. Ha fondato il Centro Studi Don Riganelli dedito allo studio del movimento cattolico locale. Si deve a lui la riscoperta della figura di Don David Berrettini, parroco di Marischio medaglia d’oro al merito civile, ucciso nel 1944. “Per molti anni – ha confidato un amico – ha letto a voce alta il giornale a un uomo cieco. Un uomo dai grandi valori”. Commosso il ricordo dell’ex sindaco Sagramola: “Una delle persone più impegnate nel volontariato cattolico sociale e politico di Fabriano”. Anche il primo cittadino di Fabriano, Gabriele Santarelli ha salutato Crialesi: “Ci ha lasciato uno dei maggiori animatori culturali della città. Il Professore si è contraddistinto per i molteplici ambiti in cui ha operato lasciando ovunque un segno tangibile e forte del suo passaggio. Professore, studioso, amante della storia di Fabriano e molto attivo nel sociale: avremo a che fare con lui, con i suoi lasciti e con la sua testimonianza ancora per molto tempo”.

In tanti anche ieri hanno raggiunto la camera ardente per omaggiare una figura importante nel mondo culturale fabrianese. “E’ stato per me – ha scritto su Facebook Angelo Campioni – un collaboratore, un amico e un esempio e maestro di vita. L’ho conosciuto appena entrato alla Tipografia Gentile. Lui era l’anima de “L’Azione” targata don Pietro Ragni, lui scriveva un quarto del giornale che usciva ogni venerdì puntuale nelle edicole. Il venerdì mattino ancora scriveva e io componevo i suoi articoli per impaginare l’ultima pagina di giornale, mentre le altre erano già in piega. Poi dopo “L’Azione” iniziò a pubblicare i libri, tantissimi ne abbiamo stampati e impaginati insieme. Lui era l’anima del Centro Studi don Giuseppe Riganelli. Ha pubblicato e la Tipografia gentile li ha stampati una marea di libri. Da ultimo il suo personalissimo “Paese Mio, Paese Nostro”, una raccolta di articoli pubblicati su L’Azione dove metteva in risalto con maestria le bellezze del nostro territorio. Un vero giornalista che riusciva a scrivere di ogni cosa con mano sapiente, ma comprensibile a tutti. Uno scrittore, un benefattore, un amico, un grande uomo”. Le esequie avranno luogo oggi, giovedì 10 agosto, alle 16,30 presso la chiesa della Misericordia, poi la sepoltura alle Cortine.

Il ricordo del direttore de L’Azione Carlo Cammoranesi

“Mi trovo nell’impossibilità di raggiungere Fabriano per dare l’ultimo saluto al caro amico Aldo Crialesi. Ma voglio esserci ugualmente per ricordare una figura che ha lasciato molto al nostro territorio e che in quest’ultimo periodo, prima dell’arrivo repentino della malattia, aveva incrementato la sua collaborazione con la testata diocesana de L’Azione. La scomparsa dell’amata moglie Lilia – ha scritto il direttore Cammoranesi – lo aveva portato ad un impegno più consistente con l’attività giornalistica, proponendosi ai suoi lettori con una nuova rubrica, ‘Controcanto’ che voleva tenere sveglie le coscienze di cattolici interessati alla politica per affrontare con consapevolezza e determinazione le pesanti sfide dell’oggi. Oltre che una preziosa penna, Aldo e’ stato per anni la memoria storica del giornale e continuamente ci sentivamo per concordare pezzi e servizi che permettessero alle nuove generazioni di recuperare la bellezza di un passato da cui attingere. Aveva la pacatezza e l’equilibrio di un giornalista serio ed appassionato, ma anche il coraggio e la risolutezza di esprimere opinioni senza banalità o retorica. Saper dire le cose con squisita umanità, ma con il piglio di evitare impaludamenti demagogici e invece di risvegliare l’uomo alla sua vocazione. E l’ultimo libro ‘Paese mio, paese nostro’ e’ un esempio di questo risveglio. Ad un amore, ad un bene, ad una ricchezza cui dobbiamo guardare per quel rilancio di una terra, spesso ferita, ma mai doma. A questo bene e a questa ricerca di novità e di grandezza – ha concluso – siamo chiamati ad avvicinarci ancora di più ora che Aldo ci ha lasciato, consegnandoci pero’ una testimonianza di attaccamento alle nostre radici molto forte, cui non possiamo sottrarci”.

Marco Antonini

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