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DAL VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI ALLA LACRIMA DI MORRO D’ALBA

Una regione in continua evoluzione! Scoprire le Marche, promuoverle, farle conoscere e ammirare. Fin dalla sua fondazione l’Istituto Marchigiano Tutela vini (IMT) si pone proprio questo obiettivo e se fino ad ora il protagonista era stato il pluripremiato Verdicchio, lo scorso week end al padrone di casa è stata affiancata un’altra eccellenza, la Lacrima di Morro d’Alba. “Abbiamo pensato – afferma Alberto Mazzoni, Direttore dell’Imt- di affiancare al re degli autoctoni marchigiani, il Verdicchio dei Castelli di Jesi appunto, un vino identitario in grande crescita sul piano qualitativo come la Lacrima di Morro d’Alba”. Quello appena trascorso infatti è stato un percorso, per esperti del settore, alla scoperta della cultura, del territorio e dell’enogastronomia. Si è iniziato con la presentazione del nuovo claim a marchio Lacrima di Morro d’Alba presso lo storico Palazzo Baleani di Jesi, già sede dell’Istituto Marchigiano di Enogastronomia, dove si è poi proseguito con una prima degustazione del rosso dai sentori di rosa.

Oltre al percorso dedicato al vino marchigiano, la tre giorni ha rappresentato anche un viaggio attraverso la cultura, infatti dopo aver visitato la Pinacoteca, la biblioteca comunale e il Teatro Pergolesi di Jesi, proprio il 1 luglio la città regia è stata il palcoscenico dell’inaugurazione del museo multimediale dedicato a Federico II, la città infatti che ha dato i natali all’imperatore svevo, con l’aiuto dell’Ing. Gennaro Pieralisi e della Fondazione Marche, ha voluto lasciare un’impronta e dare ancora più rilevanza ad uno dei personaggi che hanno cambiato il percorso della storia. Da Jesi il viaggio è poi continuato attraverso le colline verdeggianti passando dalla visita all’azienda Lucchetti alla Tenuta San Marcello passando poi per l’Azienda Mancinelli e con l’agricola Vicari per poi concludere con l’Azienda Marotti Campi. In ognuna di queste si sono susseguite degustazioni di tutte le 15 aziende aderenti all’iniziativa e si è potuto altresì ammirare e apprezzare il gradito culto dell’ospitalità e l’arte culinaria tutta made in marche. Infine i giornalisti hanno avuto anche la possibilità di ammirare la baia di Portonovo apprezzandone la visto e lo scenario mozzafiato sospesi a tutti gli effetti tra mari e monti.

Benedetta Gandini