VIA BELLOCCHI SENZA VIA DI FUGA, RESIDENTI IN RIVOLTA

Via Mario Bellocchi, nel quartiere Santa Maria di Fabriano, è una delle vie più popolose della città. Da tempo i residenti hanno chiesto all’amministrazione comunale una serie di lavori per dotare via Bellocchi di una via di fuga.

La segnalazione

“Via Bellocchi, nel popoloso quartiere Santa Maria di Fabriano, non è sicura e i disservizi che i residenti avevano denunciato al sindaco e al prefetto circa un anno fa si sarebbe potuto verificare il 24 agosto dopo il terremoto del sesto grado”. Lo ha denunciato Maurizio Corte, uno degli abitanti della via, che ha chiesto di eliminare le barriere e creare vie di fuga, piani di evacuazioni per la sicurezza dei cittadini come in occasione di una forte scossa. “Le abitazioni racchiuse nel recinto rosso – denuncia Corte – hanno un’unica possibilità di fuga: la freccia lunga gialla ovvero una strada stretta, chiusa, a doppio senso di circolazione con auto parcheggiate su un lato”. Via Mario Bellocchi è lunga 180 metri e, i 7 palazzi contrassegnati in verde, sono situati su una piccola superficie di circa 15.000 metri quadrati con una popolazione di 400 persone. “In pratica – precisa – è come se tutta la frazione Collamato abitasse in Via Bellocchi lato nord lungo la strada contrassegnata con la linea gialla. Se si considera tutta via Bellocchi, 713 abitanti residenti (quasi quanto la frazione più grande, Marischio), sarebbe la quarta via più popolosa di Fabriano, la prima via per densità di popolazione per metro quadrato, con 132 bambini, 89 anziani su una piccola superficie contro la grandissima superficie di Marischio, centinaia di volte superiore”. Per fare un confronto via Dante ha 654 abitanti dislocati su un percorso di 3,5 km.

I residenti ritornano a chiedere interventi concreti per attivare un’altra via di fuga. “Mentre Marischio, Collamato o Via Dante hanno diverse vie di fuga, la “frazione di Via Bellocchi” ne ha una sola e in un’unica direzione e, in caso di emergenza, creerebbe solo un imbuto e questa non è prevenzione. Immaginate – si chiede Corte – cosa succederebbe se ci fosse un blocco, una voragine o macerie che impediscono l’uscita ai 400 residenti come è successo il 24 agosto appena dopo il terremoto della notte con le famiglie che andavano via con bambini e auto per dormire all’aperto”. La querelle va avanti da anni. Nel 2010 i residenti riuscirono a fare inserire nel piano triennale dei lavori pubblici l’apertura della via verso la rotatoria di via Dante (freccia gialla in alto). Nel 2013, per motivi economici, l’operazione si è bloccata e le carte sono arrivate in Prefettura. Getta acqua sul fuoco il sindaco di Fabriano Giancarlo Sagramola che ha ribadito come la via è a norma e non ci sono rischi per la popolazione. Dagli uffici comunali riferiscono di aver inviato tutta la documentazione alla Prefettura. I tecnici hanno evidenziato come la strada a due corsie di via Bellocchi è una via di fuga ben collaudata. Il Piano della Protezione Civile ha preso in considerazione tutte le vie cittadine per eventuale evacuazione in caso di emergenza.

L’aggiornamento dei cittadini

“In questi mesi – hanno riferito – non è cambiato nulla e la risposta del sindaco la conosciamo tutti. Assurdità smentite una per una. La difficoltà l’abbiamo sperimentato il giorno del terremoto di ottobre. Nel Piano triennale dei lavori pubblici, nel quale noi e il prefetto abbiamo fatto reinserire i lavori di apertura della via di collegamento alll’altra via Bellocchi e quindi alla rotatoria, c’è scritto che i lavori sarebbero stati effettuati nel 2017. Una presa in giro. Cambia la giunta tra pochi mesi e noi ricominceremo la battaglia col prossimo sindaco, di qualunque colore esso sia.”

Marco Antonini

 

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