AVERE UNA CASA SICURA E’ UN DIRITTO DI TUTTI – di Marco Antonini

E’ passato solo un mese. Era il 24 agosto e mancava più di un’ora all’alba. La popolazione di Arquata, Amatrice, Pescara del Tronto e Accumuli era andata a dormire come sempre. Anche io, che mi trovavo a Gaeta, cercavo di prendere sonno. Davanti casa, però, sentivo molti cani che abbaiavano incessantemente. Avevo paura e più di una volta mi sono affacciato per vedere se c’erano persone sospette in giro. Per precauzione accesi il cellulare. Poi la paura. Mancavano pochi minuti alle 4 quando suonò il cellulare. Era mia madre che mi cercava. “Perché mi chiama a ques’ora? Cosa è successo?”. Parlo con lei e capisco, in un secondo, che era tornato l’incubo terremoto vissuto nel 1997. Accendo il pc, la tv, e mi metto nella mia redazione provvisoria. Le ferie erano finite. Capii subito che la zona colpita era difficile da raggiungere, in quella terra dell’Italia centrale dove le vie di comunicazione sono a singhiozzo. Poi le immagini che conosciamo tutti, che non hanno bisogno di commenti, che provocano dolore, rabbia e indignazione. Non è il momento di domandarci perché o andare a chiedere ai geologi previsioni azzardate sul futuro. Ora è tempo della ricostruzione veloce, sicura, pulita, senza infiltrazioni, sprechi o favori agli amici degli amici. E’ tempo di non badare a risparmiare sui materiali, sulle perizie, sui progetti. E’ ora – se non è già passata – di iniziare a costruire con criterio facendo seriamente prevenzione dove si può, adeguamento sismico dove è necessario e denunciando ciò che di illecito si vede. Solo così le povere popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto riprenderanno a vivere invece che esistere solamente. Hanno perso tutto sotto le macerie, ma ci hanno dimostrato che rialzarsi è possibile e una nuova politica in materia edile deve essere applicata per evitare altri morti. Siamo stanchi di piangere e di ritrovarci, pochi mesi dopo, tutti insieme per ripetere lo stesso slogan: “Non è cambiato niente”. Stavolta il bicchiere è colmo. E’ l’orologio non può più restare fermo alle 3,36.

Marco Antonini

LA CONTA DEI DANNI E LE VITTIME DA NON DIMENTICARE

“Sui danni del sisma Curcio è stato molto prudente perché come minimo stiamo sui 4 mld ma è un’analisi che va verificata punto punto, il terremoto ha colpito non solo luoghi dove ci sono state vittime ma ha creato lesioni importanti in altre zone. Nelle Marche c’è una lesione profonda in molte comunità, non solo quella di Arquata”. E’ la stima dei danni del terremoto del premier Matteo Renzi. “Il nostro Paese – ha detto – ricostruirà i territori colpiti del terremoto come erano prima e più belli di prima. Il nostro obiettivo per le prime e le seconde case e per gli esercizi commerciali, è riportare tutto a come era prima.” Oggi la presidente della Camera Boldrini sarà ad Arquata del Tronto. Alle 12 visiterà il Comune e alle 15 parteciperà alla celebrazione, nella Tendopoli di Borgo d’Arquata, della Messa in occasione del 30esimo giorno dal sisma che ha colpito il Centro Italia presieduta da Mons. Giovanni d’Ercole, vescovo di Ascoli. 297 le vittime del sisma che verranno ricordate.