UN LABORATORIO DI RICERCA STORICA A FABRIANO

Il 19 marzo alle ore 16:00 presso la Biblioteca Multimediale “R. Sassi” si è tenuta la presentazione del nuovo “Laboratorio Permanente di Ricerca Storica” (LabStoria), Associazione culturale, non a scopo di lucro, aperta a tutti coloro che hanno a cuore la storia,la tutela, la valorizzazione e la fruizione dei beni culturali, tutte testimonianze di grande civiltà. L’Associazione promuove l’attività di ricerca e gli studi storici per approfondire la conoscenza del nostro passato.

Ad introdurre l’evento è il Professor Terenzio Baldoni, docente di lettere al Liceo Classico “F. Stelluti” di Fabriano ed attualmente Presidente di LabStoria: “Quella di questo laboratorio è un’idea che non nasce casualmente, ma che è sorta contemporaneamente al lavoro di un team di ricerca coordinato dal Dottor Giancarlo Castagnari, attivatosi con lo scopo di riempire un vuoto storiografico significativo di Fabriano che va dal 1914 al ‘18”, esordisce, precisando che il Dott. Castagnari è stato eletto all’unanimità Presidente Onorario dell’Associazione per la passione e l’impegno con cui si è speso e continua a spendersi in questa causa. “LabStoria ha la propria sede nella Biblioteca Multimediale “R. Sassi” di Fabriano e da statuto si prefigge di sviluppare collegamenti sinergici con le istituzioni pubbliche locali, provinciali e regionali che hanno tra le proprie finalità la tutela del patrimonio storico ed archivistico”, spiega il Professor Baldoni e prosegue: “Abbiamo previsto tutta una serie di iniziative interessanti per il 2016, nella speranza di riuscire a cogliere l’attenzione dei più, ampliando così la cerchia dei tesserati”.

A seguire l’intervento di Giancarlo Castagnari, laureato in Giurisprudenza, pubblicista, saggista, ex Sindaco ed ora Vice Presidente di ISTOCARTA: “Partendo da Tucidide che già rimarcava la necessità di conoscere il passato per poter comprendere il presente, arriviamo a Marc Bloch, illustre storico francese del primo Novecento, la cui citazione ‘Il passato , per definizione, un dato non modificabile. Ma la conoscenza del passato una cosa in fieri, che si trasforma e si perfeziona incessantemente’, ci ha ispirato profondamente”, afferma; “Crediamo tutti molto in questa missione e ne è testimone l’impegno costante e significativo preso per Fabriano, sia per dare una spinta alla sua auspicabile rinascita, sia per recuperare tutti quei beni caduti nel dimenticatoio, sperando di riuscire a svolgere oltre ad una funzione culturale, anche una funzione sociale, penetrando più a fondo possibile nel fitto ed intricato tessuto fabrianese”, aggiunge.

L’ultimo a prendere la parola è l’Ing. Paolo Selini, laureato in Ingegneria elettronica, grande appassionato di orientalistica, storia delle religioni, mistici europei, archeologia e speleologia, ed attualmente curatore ed archivista dell’Archivio Ramelli di Fabriano: “Dell’archivio Ramelli ho catalogato innumerevoli documenti che ho poi digitalizzato, curando personalmente il catalogo in forma elettronica, ora composto di circa 3.300 righe di cui 700 libri e all’incirca 100 mila fogli singoli che sto ancora cercando di interpretare e catalogare”, illustra Selini, per poi continuare presentandoci pezzi di storia emersa da alcuni dei reperti presenti, in un modo tanto dinamico e leggero nella forma, quanto affascinante, preciso e profondo nei contenuti. “Ho cominciato facendo la traduzione di un libricino in latino di Francesco Stelluti datato1603, per poi proseguire spaziando dalla famiglia dei Ramelli a quella dei Becchetti, che sale genealogicamente fino a Thomas Moore, dai Chiavelli agli Scacchi, passando per Graziosi, quindi da cognomi illustri per nobiltà di casate a veri e propri storici fabrianesi, dei quale sto riorganizzando tutto il lavoro in una maniera che risulti di più facile accesso, fruizione e comprensione”, conclude l’Ing. Paolo Selini, con parole piene di passione ancora pulsante per il lavoro svolto, ma tangibilmente ancor più vivida ed impaziente per quello ancora da svolgere.

Di certo, ogni volta che proviamo a ricostruire il nostro passato possiamo capirne di più ed avere l’occasione non solo di comprendere meglio le sfumature del presente, ma anche di guardare al futuro in modo diverso, più consapevole, quindi non possiamo far altro che impegnarci a far tesoro di questa grande risorsa che ci viene offerta con il nuovo laboratorio permanente di LabStoria.

Paola Rotolo

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