IL SINDACO DI SASSOFERRATO SULLA PALA EOLICA DI MONTELAGO

Il punto del Sindaco di Sassoferrato Ugo Pesciarelli sulla vicenda della pala eolica nel sentino.

Sorprende il comunicato stampa di Italia Nostra relativo alla vicenda della Pala Eolica per la superficialità, il pressapochismo e la mistificazione dei fatti con cui vengono trattate le vicende degli ultimi mesi. È bene precisare che l’installazione della pala eolica, la realizzazione di una recinzione, l’installazione di un manufatto per la cattura del bestiame, la realizzazione di una rimessa attrezzi, sono tutti interventi che necessitano di opportuna autorizzazione prima della loro effettuazione. Gli interventi oggetto delle recenti ordinanze e relative sanzioni sono risultati privi delle previste autorizzazioni. L’installazione della pala eolica ha avuto, invece, un lungo iter autorizzativo esaminato con attenzione e scrupolosità. Vale la pena ricordare che, in base all’attuale normativa, l’installazione della pala eolica di Pian Cerreto è soggetta ad un procedimento autorizzatorio semplificato (PAS) che prevede la presentazione al Comune del progetto completo 30 giorni prima dell’inizio dei lavori. Trascorso tale termine temporale se tutti i pareri previsti sono stati acquisiti (nella fattispecie solo il parere della provincia di Ancona per il vincolo idrogeologico) e nessun elemento giuridicamente ostativo viene riscontrato, l’intervento si ritiene autorizzato. Questa la realtà dei fatti. Una domanda sorge spontanea! Perché Italia Nostra non ha mai richiesto un incontro con il Comune, e soprattutto perché Italia Nostra e tutti gli altri comitati, associazioni ed enti, cosi solerti ad inviare una diffida al Comune di Sassoferrato, non hanno impugnato l’atto amministrativo di autorizzazione della pala eolica se ritenuto illegittimo? Forse perché non era così illegittimo ed avendo timore di veder confermata la scrupolosità e la correttezza dell’operato degli uffici comunali hanno preferito la più facile strada della demagogia e del populismo strumentalizzando il legittimo disagio della comunità di Montelago che ha visto invaso il proprio territorio da una realizzazione che sarebbe stato opportuno evitare.

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