OMICIDIO ARVINDER: CORTE D’APPELLO CONFERMA CONDANNA A 15 ANNI

Ieri pomeriggio, dopo una lunga udienza tenutasi nella Corte di Assise Penale di Appello di Ancona, terminata con la lettura del dispositivo a seguito di 3 ore di camera di consiglio, la Giuria Popolare presieduta dal presidente della Corte d’Appello Dott. Carmelo Marino ha confermato la Sentenza di I° Grado di condanna emessa dalla Corte di Assise del Tribunale nei confronti di Islam Md Rubel, nato in Bangladesh il 11/09/1988, Singh Parvinder, nato in India il 20/05/1986, e Singh Parvinder, nato in India il 02/01/1989, tutti imputati- appellanti nell’ambito del richiamato procedimento, del reato previsto e punito dagli artt. 110, 112 nn 1 e 4 e 575 c.p. perché in concorso tra loro e con un minore e con altre persone di diversa nazionalità non identificate, cagionavano la morte di Dhaliwal Arvinder. In particolare essi aggredivano Daliwal Arvinder e, con calci e bastoni, lo colpivano più volte su tutto il corpo ed in particolare al tronco ed alla testa, utilizzando il Singh Jagdeep (già condannato in Corte di Assise di Appello alla pena ridotta di Anni 17) anche una spranga di ferro con una lama sulla punta. Con l’aggravante di aver commesso il fatto in più di cinque persone e di essersi avvalsi del minore. Il fatto è avvenuto in Fabriano il 03/11/2013, con decesso di Dhaliwal avvenuto il giorno dopo.

In appello i difensori degli imputati hanno riesaminato l’intera istruttoria del I° Grado (comprese le perizie svolte e sul corpo della vittima e su quanto sequestrato agli imputati) per far emergere contraddizioni nelle prove testimoniali e discrepanze, ma il Sostituto Procuratore della Repubblica presso la Corte di Appello Dott. Vincenzo Luzi, ed il difensore della parte civile hanno confutato punto per punto quanto detto e scritto dalle difese degli imputati e, difatti, la Corte dopo un lunga camera di consiglio ha confermato la condanna di I° Grado parzialmente modificando il capo d’imputazione espungendo la conoscenza che il minore fosse tale in quanto non provata nell’istruttoria (ossia nessuno degli imputati aveva conoscenza che il ragazzo fosse minorenne). In Appello, quindi, è stata confermata la condanna di 15 anni in capo a ciascuno dei suddetti imputati (oltre le altre statuizioni: pagamento spese processuali e di mantenimento in carcere, interdizione dai pubblici uffici in perpetuo, interdizione legale per la durata della pena, espulsione dal territorio dello Stato a pena espiata, confisca e distruzione di quanto in sequestro) ed a parziale riforma della Sentenza di I° Grado è stata soltanto tolta l’aggravante di essersi avvalsi di un minore, tuttavia la detta aggravante non modificava la pena comminata.

E’ stata anche confermata la condanna al risarcimento dei danni, sia patrimoniali sia non, in favore della Parte Civile costituita, da liquidarsi in separata sede, ponendo tuttavia provvisoriamente a carico degli imputati ed in solido tra loro una provvisionale di Euro 50.000 oltre al rimborso delle spese legali sostenute anche in questo giudizio di Appello. “La famiglia del defunto – spiega l’avvocato Maurizio Diociaiuti – è consapevole che le condanne emesse nei confronti di tutti gli imputati non potrà mai restituire l’amore, l’affetto e l’aiuto che Arvinder dava loro e mostra profonda riconoscenza verso la Polizia e le Autorità Giudiziarie Italiane per l’impegno profuso nel trovare i responsabili, assicurarli alla giustizia e nel farli condannare alla giusta pena per quanto commesso.”

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