UN NUOVO DIACONO A FABRIANO, LA VITA COME VOCAZIONE

Cattedrale gremita, lunedì 25 gennaio, per l’ordinazione diaconale di Gabriele Ronchetti. La diocesi si è unita intorno a Vescovo che, nella festa liturgica della Conversione di San Paolo, ha imposto le mani sull’insegnante di religione che è stato accolto tra i diaconi permanenti. E’ stata la moglie Lucia ad accompagnarlo al grande passo insieme a tanti giovani della parrocchia della Misericordia che non hanno mai fatto mancare il loro appoggio. Una cerimonia solenne che ha evidenziato, ancora una volta, la vivacità della Chiesa locale. “Un altro diacono permanente – hanno detto i sacerdoti – è la testimonianza che lo Spirito Santo lavora e come!” Nell’omelia Mons. Giancarlo Vecerrica ha evidenziato la bellezza di aver scelto come giorno dedicato all’ordinazione quello in cui si commemora la conversione di San Paolo che “ci apre a comprendere che la vita è vocazione a servire Gesù nella sua Chiesa. San Paolo è a buon diritto annoverato fra gli Apostoli: Gesù risorto ha scelto di mostrarsi a lui, per affidargli personalmente la missione di diffondere il Vangelo. Visione, Vocazione, Missione: ecco i tre requisiti essenziali che Paolo condivide con i dodici Apostoli”. Il presule ha sottolineato come queste tre realtà sono, a pieno titolo, i campi d’azione del diacono permanente. “Gesù si presenta a San Paolo e svolge un dialogo diretto e personale e da qui parte un cambiamento radicale nella sua vita, ed ora Gabriele anche per te. E’ proprio vero ciò che Papa Francesco ha detto ai genitori battezzando i loro figli: ‘La fede cristiana è una eredità, è come una catena’. Per gustare questa visione nell’ascolto di Gesù, come San Paolo ebbe il sacerdote Anania, tu hai la fede di tua moglie Lucia, la vita della tua parrocchia della Misericordia, la sequela degli Oblati secolari del Monastero di San Silvestro e in particolare hai la vita del nostro bel presbiterio diocesano. La seconda parola di questa festa – ha detto don Giancarlo – è la Vocazione. E tu riconosci di avere tutto per la tua felicità, potendo servire le due vocazioni essenziali: quella al matrimonio e quella al ministero. Il terzo impegno è la Missione. La tua è servire questa Chiesa particolare, essendo sempre immerso nella Visione e Vocazione di Gesù, come è vissuto San Paolo. Ti raccomando i giovani, che sono i nuovi poveri di oggi. Questa è un’altra caratteristica della nostra Chiesa: la passione per comunicare Gesù ai giovani, che sono il nostro futuro. Così continuerai l’impegno nella Pastorale giovanile-vocazionale aprendo ai giovani la prospettiva affascinante e creativa della vita come vocazione”. Classe 1976, Gabriele ha tracciato un bilancio della sua vita e dell’importanza di aver incontrato il Signore. “Ho avuto la ‘fortuna’ di aver vissuto un’adolescenza abbastanza burrascosa. Dai 14 ed i 18 anni ho passato un periodo molto vivace che è terminato quando ho incontrato mia moglie Lucia. La vocazione è nata e cresciuta nel periodo del fidanzamento e poi è maturata nel matrimonio. Devo ammettere, poi, che una spinta grande l’ho avuta dai giovani. Incontrandoli a scuola e a all’oratorio della Misericordia hanno rafforzato la mia fede e ho avuto sempre più chiaro in me il disegno di Dio. Il diaconato permanente – ha detto – è una tappa importante della mia vita: è una delle poche scelte che ti permette invece di essere un servo libero che contemporaneamente offre energie al matrimonio, al proprio lavoro e alla chiesa cercando di portare la buona novella in tutti gli ambienti”.

Marco Antonini

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