AD ALTEZZA DI CANE – di Laura Trappetti

Se proprio dovessi scegliere la mia collocazione attuale, deciderei di essere “ad altezza di cane”. Si sa che i cani possono essere di varie razze e dunque di altezze diverse, ma sono sempre e comunque cani e l’altezza qui  è da intendersi come altezza morale, più che fisica.  Quello che vede un cane è molto diverso da quello che vede una persona, difficilmente farà differenza se a fargli una carezza è un ricco o un povero, un uomo o una donna, un vecchio o un anziano; un cane non chiede il passaporto, ti riconosce per quello che fai, per le intenzioni che dimostri, riconosce l’odore di chi ha paura, i modi di chi è pericoloso, coglie le ambiguità e rispetta la fragilità. Lo slogan animalista di questo Capodanno è stato “Niente botti, solo biscotti!” e come nelle previsioni l’umile richiesta formulata attraverso i loro amici umani, dei nostri compagni di vita a quattro zampe è stata completamente disattesa. Gli stessi che per gran parte dell’anno, anche con ragione, alternano lamento a rabbia faticando vivere, sono letteralmente esplosi  in un rito collettivo e liberatorio fatto di petardi e miccette inutilmente vietati. Hanno sfogato per scaramanzia la voglia di lasciarsi alle spalle frustrazioni e problemi.  Peccato che l’unica cosa che si sono lasciati alle spalle sono svariati soldi e in taluni casi, qualche ora al pronto soccorso per i soliti annessi e connessi dell’ebbrezza pirotecnica. E’ fatale: quello che sta scomodo non conosce il calendario e nessuna fontana di luce avrà mai il potere di dissolvere le asperità della vita. Un cane non crede alla buona o alla cattiva sorte, confida nel suo istinto e persegue la fedeltà, a suo modo è più logico e comprende benissimo che nelle difficoltà è l’unione che fa la forza, è il calore della vicinanza che fa la differenza. I cani conoscono bene la miseria, perché non hanno niente se non una ciotola o una cuccia, a volte neanche quella e sono pronti a condividerla alla bisogna. Per quanto riguarda me voglio darmi una linea per il nuovo anno, forse anche io in fondo credo negli auspici e la riassumo in una frase: i beni degli amici sono comuni, perciò i sapienti posseggono ogni cosa. E’ una frase di Diogene di Sinope, detto “il cane”. Ebbene sì: non sono stata io, la prima. Buon 2016, siate felici!

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