‘FABRIANO NON SI ARRENDE, QUI NON SI PUO’ SOLO MORIRE’

Era dal famoso corteo degli operai per le vie della città che Fabriano non scendeva in piazza. Ieri, in difesa di Ostetricia – e dell’ospedale Profili – mamme con i bambini piccoli, giovani e anziani sono scesi in strada per dire con forza no al depotenziamento della struttura. La manifestazione è iniziata alle 9 del mattino vicino la Banca di vetro, in via don Riganelli. Il coordinamento cittadino, il Vescovo Vecerrica e i sindaci di Fabriano, Sassoferrato, Genga e Serra San Quirico – anche stavolta assente la giunta di Cerreto d’Esi – hanno dato vita a una protesta colorata contro la decisione della Regione Marche di sopprimere il punto nascita e, di fatto, privando l’ampio comprensorio montano di un punto di riferimento importante. Lo slogan: “Giù le mani dal nostro ospedale. Fabriano non si arrende. Qui non si può solo morire.” Anche il primario di Ostetricia Lamanna ha manifestato. I cittadini hanno fatto sentire la loro voce. Un migliaio di persone hanno detto no a questa scelta politica ed hanno sostenuto, in Piazza del Comune, le tante persone che sono intervenute. Anche i commercianti del centro storico hanno portato la loro solidarietà ai manifestanti ed hanno affisso un cartello con scritto ‘A Fabriano non si può solo morire.” Il Sindaco Giancarlo Sagramola, a nome di tutti i sindaci dell’Ambito 10, pur evidenziando il momento difficile della sua attività politica, ha ribadito che sta facendo tutto il possibile per evitare la chiusura. “Questo comprensorio ha perso già molto per colpa del lavoro e non possiamo subire uno squilibrio per colpa di una politica fatta di numeri e non di persone. Chiedo ancora una volta al Governatore di fare un passo indietro e di considerare la viabilità locale prima di compiere scelte scellerate. Se la Regione vuole risparmiare, una soluzione c’è. “Chiudete 11 strutture ospedaliere e trasformarle in Casa della Salute. Solo Sassoferrato, ad oggi,è stata riconvertita.” I sindacati, il comitato in difesa dell’Ospedale, il Csa Fabbri, le mamme, le ostetriche, gli assessori della Giunta Sagramola, i consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione di Fabriano e tutte hanno portato il loro contributo affinchè si salvi il punto nascita che, al momento, attende di sapere del suo futuro. “C’è ancora – ha detto il sindaco – il tempi tecnico per un passo indietro da parte della Regione.”

m.a.

Contattaci al 393 000 9690
Prima di iniziare la conversazione è obbligatorio accettare la nostra privacy policy