VIA LE SBARRE, CHIUSA LA LINEA FABRIANO-PERGOLA

Dal passaggio a livello del quartiere Borgo, passando per Ceresola, Marischio, Melano fino a Sassoferrato e Pergola sono scomparse le barriere che, per anni, hanno permesso la circolazione dei treni lungo la piccola tratta ferroviaria. Nei giorni passati gli operai delle Ferrovie dello Stato hanno smontato proprio le sbarre in tutti gli attraversamenti. E’ il segnale che la linea – chiusa provvisoriamente da pochi anni per via di una piccola frana dopo Monterosso – non riaprirà più. Conclusa l’epoca industriale in cui gli operai andavano a lavoro con il treno – famosa la fermata negli anni ’80 e ’90 a Marischio-Ca’Maiano e nella stazione dell’ex stabilimento Indesit – la tratta era rimasta operativa con due treni regionali che permetteva agli studenti del pergolese circa una trentina, di raggiungere le scuole superiori di Fabriano con una corsa alle 7 e una alle 13,30. Un taglio dietro l’altro fino ad arrivare alla soppressione della corsa pomeridiana sostituita da pullman che ora fanno avanti e dietro con Pergola dall’alba al tramonto tutto l’anno. La linea ferroviaria Fabriano-Pergola è necessaria. Lo ha sempre sostenuto il comitato pro treno che ha sollecitato con ogni mezzo la riapertura. “La viabilità è fondamentale per la nostra zona montana – spiega Gianni Pesciarelli – eppure continuiamo a perdere pezzi: la Pedemontana è incompiuta e la strada provinciale da Fabriano a Sassoferrato è in cattive condizioni. La regione – conclude – si attivi per la riapertura del tratto in una zona dimenticata da tutti.” Anche i sindaci di Fabriano e Pergola avevano chiesto l’immediato ripristino in quanto ‘di vitale importanza sia per riattivare la circolazione dei pendolari sia per un rilancio turistico del territorio.’ Ci si chiede, inoltre, che fine farà ora il Museo Vaporiera che si sta cercando di allestire presso la stazione di Fabriano che prevedeva anche l’utilizzo di treni a vapore per incentivare il turismo. Aumenta il numero dei cittadini che chiedono di trasformare quei 34 km di tratta in pista ciclabile e pedonale visto che la linea è immersa nella natura.

Marco Antonini

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