RADIOLOGIA ALL’AVANGUARDIA CON SISTEMA TOMOSINTESI DONATO DA FONDAZIONE CARIFAC

La Fondazione Carifac di nuovo a sostegno della sanità e della prevenzione, in particolar modo della sua evoluzione in un campo importantissimo come quello della senologia. La Fondazione ha provveduto, infatti, per un importo complessivo di 70.000 euro,  all’acquisto di un nuovo sistema all’avanguardia per la diagnostica precoce del tumore al seno: la Tomosintesi. Tale sistema andrà arricchire, a partire dal mese di gennaio, L’ U.O. di Radiologia dell’Ospedale “Engles Profili” di Fabriano. Una novità rilevante per tutta la Regione Marche, in quanto  fino ad oggi il sistema era disponibile nel solo Ospedale di Torrette. All’interno del mammografo digitale di ultima generazione (della ditta GE e acquistato con fondi regionali) presente nel reparto di Radiologia di Fabriano dal 2012 verrà quindi installato  questo importantissimo “upgrade” grazie all’intervento, appunto, della Fondazione Carifac. Negli ultimi due anni, diverse ditte hanno messo a punto quella che viene definita probabilmente “la più importante innovazione tecnologica degli ultimi 20 anni” per quanto riguarda la mammografia: la Tomosintesi. Si tratta di una tecnologia di imaging tridimensionale che esegue una rapida scansione ai raggi X a bassa dose, mediante solo nove esposizioni di tutta la mammella con la produzione di immagini di spessore millimetrico, che permette uno studio di dettaglio della struttura mammaria, superando in parte le difficoltà interpretative o di visualizzazione di una massa dovute alla sovrapposizione inevitabile di una immagine 2D mammografica convenzionale.

“SenoClaire è integrata con  ASiRDBT*, un sistema di riduzione di dose che comporta una minore esposizione ai raggi x. Tale sistema offre, quindi, una sensibilità superiore per le distorsioni architettoniche e le masse fornendo una sicurezza clinica maggiore con una dose pari ad un’acquisizione della mammografia digitale standard della stessa proiezione – dichiara il Dr. Francesco Bartelli , Responsabile dell’U.O. di Radiologia dell’Ospedale “Engles Profili” di Fabriano – da alcuni studi pubblicati in tutto il mondo si evince che la tomosintesi migliora l’identificazione di masse mammarie di circa il 30% in seni densi e mal studiabili mammograficamente. Contestualmente, la migliore definizione dei margini e delle caratteristiche di una lesione mammaria consente una maggiore accuratezza diagnostica, riducendo in maniera importante ulteriori accertamenti per la corretta definizione delle lesioni e di conseguenza anche le ansie derivate dai completamenti diagnostici.” La ditta GE è l’unica attualmente a poter integrare il sistema Tomosintesi sui suoi mammografi digitali di ultima generazione senza la necessità di dover acquistare un’intera apparecchiatura mammografica.

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