L’ITALIA DEL MIRACOLO TRA ARTE, DESIGN E PUBBLICITA’, A MATELICA FINO AL 6-11. POI EXPO

Prosegue Matelica Festival. Inaugurata la mostra pop art che rappresenta l’evento top della stagione matelicese: una mostra dalla durata di 4 mesi che vedrà parte di alcuni pezzi presentati trasferirsi all’Expo di Milano. Tante le “opere” da vedere in questa mostra dal titolo “L’Italia del miracolo, arte, design e pubblicità dal 1948 al 1968 a Matelica” esposta fino al 6 novembre. Allestita con una velocità di 40 giorni, per un costo di 50 mila euro, è organizzata dal museo Piersanti in collaborazione con il comune di Matelica. “Un progetto – dichiara il Sindaco – che mette in primo piano l’arte e la cultura, elementi che attraverso l’indotto creano economia e crescita. L’evento, oltretutto, attraverso un bando ha dato modo di creare 12 posti di lavoro a tempo determinato.” Durante la conferenza stampa l’assessore alla cultura Pennesi dichiara che “le definizione di arte sono numerose ma in questo caso quella che meglio si può spendere in riferimento alla mostra è che a Matelica è esposto tutto ciò che crea benessere”. Le opere del collezionista bolognese Massimo Cerulli vengono suddivise in due luoghi suggestivi: una parte nel museo Piersanti e un’altra a Sant’Agostino. Cerulli ha dichiarato: “Oggi qui sono presenti opere straordinarie che rappresentano la così detta Pop Art o arte popolare, simbolo della creatività che ha raccontato e rappresentato l’epoca della ricostruzione di artisti Italiani spesso dimenticati, che hanno anticipato artisti di fama internazionali come Andy Warhol… Artisti italiani che hanno caratterizzato una periodo storico, senza che la storia però abbia loro riconosciuto il merito.” Presenti opere dal gusto trasversale per appassionati ed esperti del settore ma anche per i non addetti ai lavori, per i giovani più curiosi che non hanno vissuto quel determinato periodo storico che ha rappresentato la “ricostruzione” e chi quel periodo storico lo ha vissuto e lo vuole ricordare attraverso gli oggetti in mostra. Presente alla mostra i “gota” della creatività italiana dell’epoca. Dai primi bozzetti e manifesti della nutella della Ferrero alla pasta Barilla, dai gelati Motta con lo slogan ” Io scelgo, io esigo, io voglio gelati Motta”, al primo manifesto del gatto a tre zampe dell’ Agipgas. Spazio, poi, all’ippopotamo blu Lines alla mitica Carmensita, per non dimenticare la macchina da scrivere Olivetti di Marcello Nizzoli, la Lettera 22 del 1950. Forte l’impatto tra la modernità delle opere e la location scelta. Da vedere!

Gessica Menichelli

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