BOLLI NON RIVERSATI. PUNITO TABACCAIO DI FABRIANO

Non riversò alla Regione Marche 3 mila euro di incassi per bolli auto nel 2012. Questo fatto è costato ieri ad Ancona una condanna ad un anno e dieci mesi di reclusione, pena sospesa, ad un tabaccaio di Fabriano, Daniele Donninelli, 43 anni. Il tribunale collegiale ha gli ha comunque riconosciuto le attenuanti legate alla lieve entità del danno economico e le attenuanti generiche, applicando una pena sostanzialmente bassa per un reato che prevede sanzioni da quattro a dieci anni di carcere. La vicenda è scaturita dalla segnalazione della Regione Marche che informò l’autorità giudiziaria del mancato versamento dei bolli riscossi: si trattava degli importi incassati dal tabaccaio nella settimana che andava dal 25 al 31 gennaio del 2012. In seguito a questa contestazione, l’imputato aveva restituito integralmente le somme non versate, comprese penali e interessi passivi, rimediando all’errore compiuto in precedenza. In realtà, ha sostenuto la difesa rappresenta dall’avvocato Riccardo Ragni, non vi sarebbe stata alcuna volontà di non pagare la Regione. Il legale aveva concluso la sua arringa, sollecitando il Tribunale ad assolvere il proprio assistito: secondo la difesa mancava l’elemento soggettivo del reato, non vi era stata cioè né la volontà né la consapevolezza del tabaccaio ad eludere l’obbligo in questione. Era accaduto, ha spiegato il difensore, che in quel periodo Donninelli aveva avuto dei problemi personali per i quali non era stato in grado di gestire l’esercizio commerciale nel migliore dei modi: vicissitudini della propria sfera privata che gli avevano comportato significativi esborsi di denaro e conseguentemente difficoltà economiche. Per questo motivo il suo conto corrente bancario a cui era agganciato il rid che ogni settimana provvedeva a ‘restituire’ i soldi incassati dagli utenti per i bolli auto alla Regione, era rimasto senza adeguate risorse economiche: il rid non aveva trovato fondi sufficienti per andare a buon fine. Quel mancato pagamento settimanale però era stato subito segnalato dalla Regione e aveva fatto scattare la denuncia e poi il processo a carico dell’imputato. Insomma, secondo la difesa, fu un omissione ‘veniale’ avvenuta in buona fede per quanto riguarda il tabaccaio che poi ha provveduto a restituire tutto quanto doveva all’ente regionale. Tali circostanze non sono state sufficienti per assolvere l’imputato ma gli hanno consentito di vedersi applicare una pena più lieve e sospesa. La difesa comunque ricorrerà in appello contro il verdetto. (Corriere Adriatico)

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