MISTERO, MITO, ARTE, SIMBOLISMO: LA MERAVIGLIA DELLA CAPPELLA SANSEVERO

Napoli è una città che non finisce di sorprendere, tra arte, storia, misteri, scrigni nascosti in quell’infinito reticolato che è il centro storico, uno dei più grandi d’Europa. A due passi da piazza San Domenico, in piena Spaccanapoli, ci addentriamo tra i Decumani fino ad arrivare ad un luogo magico, avvolto nel mistero, la cappella di Sansevero che richiama in pieno l’originale personalità del principe Raimondo di Sangro che nel ‘700 riempì le cronache locali. Forte l’impatto che si ha quando si entra, si viene avvolti dal barocco e dalle sculture vere e proprie espressioni allegoriche, con significati simbolici del mondo della massoneria, di cui lui era Gran Maestro. Il principe, personaggio eclettico, scienziato, letterato, esoterico ed alchimista fece ristrutturare la cappella gentilizia intorno alla metà del secolo creando uno dei complessi architettonici più incredibili che ci siano. Il capolavoro è il Cristo Velato dello scultore napoletano Giuseppe Sanmartino, che sorprese e fece ammutolire addirittura Antonio Canova che fece di tutto per acquistarlo. Il corpo bellissimo del Cristo morto scolpito è coperto da un velo sottile di marmo che la leggenda ritiene fosse un velo vero, reale “marmorizzato” dall’alchimia del principe con un procedimento segreto. Idea sublime e classica del velo che avvolge il cristo in una raffigurazione di eccezionale verismo. Simbolo della verità assoluta, il Cristo si pone al centro della navata, dove spiccano altre sculture meravigliose e ricche di significati come il Disinganno opera di Queirolo e la sua rete di marmo, alto virtuosismo ed elevata tecnica, che allude ai vizi e alle passioni a cui l’uomo si trova imbrigliato nella vita terrena, poi la Pudicizia di Antonio Corradini, scultore veneto affermato in tutta Europa, scolpita con raffinata tecnica in un’immagine velata. L’interno è di uno straordinario effetto per l’equilibrio degli spazi e la cromia dei marmi sotto la volta affrescata con la Gloria del Paradiso da Francesco Maria Russo. Nella cripta sono esposti gli scheletri di un uomo e di una donna con gli organi interni e l’apparato circolatorio ancora integri, realizzati dal medico palermitano Salerno sotto la direzione del principe, intorno a queste macchine vi sono varie leggende inquietanti che pongono Raimondo Di Sangro come figura geniale, bizzarra ed inquietante, protagonista del suo secolo.

Francesco Fantini

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