Associazione “Noi come Prima”: Il 19 aprile in scena al Teatro Gentile
Domenica 19 aprile alle ore 17.00 andrà in scena al Teatro Gentile di Fabriano lo spettacolo “Uomini”, tratto da racconti elaborati da alcune donne dell’Associazione “Noi come Prima” di Fabriano, per la regia di Andrea Caimmi. L’Associazione, nata nel 2009, attraverso le volontarie e i professionisti si occupa del sostegno psicologico alle donne colpite da carcinoma mammario. Per scoprire qualche dettaglio di questo nuovo ed importante progetto, patrocinato con compartecipazione dal Comune di Fabriano con il prezioso supporto della Fondazione Carifac e della sua Presidente dottoressa Rosa Rita Silva, abbiamo raggiunto la presidente Domenica Vitali.
Presidente, lo spettacolo “Uomini” si inserisce nel vostro progetto di teatro-terapia dal titolo “Le Amazzoni” iniziato ad ottobre 2025. Come è nata l’idea e con quali obiettivi?
In Italia esistono diverse organizzazioni e strutture ospedaliere che propongono percorsi di teatro terapia a pazienti oncologici. Da queste esperienze virtuose, tra le quali l’Associazione il Seno di Poi Odv di Bologna, è nata l’idea del progetto “Amazzoni” avviato nell’ottobre 2025. La nostra associazione ha impostato questo progetto di teatro terapia presso la propria sede, con incontri settimanali guidati da un facilitatore teatrale e in collaborazione con uno psico- oncologo. Negli incontri della durata di due ore vengono eseguiti esercizi di riscaldamento corporeo, improvvisazioni guidate, scrittura e messa in scena, il tutto strutturato in modo da creare un ambiente sicuro e supportivo dove le persone possano sentirsi libere di esprimere se stesse e di lavorare sulle proprie emozioni e sfide. L’obiettivo è quello di aiutare le donne a migliorare la qualità della vita, a ridurre l’ansia, a favorire la rielaborazione dell’immagine corporea dopo l’intervento e la ricostruzione, a offrire un percorso integrato di riabilitazione psicosociale al fine di ridurre l’impatto a lungo termine della malattia sulla vita della paziente. La replicabilità inoltre del modello consentirà di diffondere buone pratiche di riabilitazione psicosociale sul territorio con ricadute positive sulla salute pubblica e sulla riduzione dei costi legati a difficoltà psicologiche e sociali.
Che risposta avete avuto dalle vostre associate a questo progetto?
La risposta è stata decisamente positiva. Il progetto ha suscitato fin da subito interesse e partecipazione, tanto che attualmente siamo in dodici tra cui un uomo. Questo numero, oltre a rappresentare una buona adesione, testimonia il bisogno concreto di spazi come questo, dove potersi esprimere, condividere e sentirsi parte di un percorso comune.
Lo spettacolo prevede non solo recitazione ma anche esibizioni di canto e ballo. Le donne si sono quindi messe veramente in gioco cimentandosi in queste diverse discipline?
Le donne si sono messe in gioco, cimentandosi in discipline anche nuove per molte di loro. E’ stato un percorso impegnativo ma allo stesso tempo arricchente, che ha permesso a ciascuna di superare i propri limiti e scoprire nuove energie.
Possiamo sintetizzare per i nostri lettori la trama dello spettacolo?
L’ ambientazione è in una balera, un vecchio music hall. Gli avventori sono solo donne che aspettano l’arrivo di un uomo che balli un po’ con loro. Questa attesa le porta a confrontarsi tra di loro, ad affrontare il perchè di questa loro solitudine. A volte ironizzando sulla distanza congenita tra uomini e donne, altre raccontando momenti di vita dove una certa insensibilità maschile le ha fatte trovare in situazioni talmente indescrivibili da risultare comiche o ricordando le prime cotte amorose. Questi racconti costituiranno la parte più propriamente detta di prosa, vere e proprie scene recitate a una o più voci il cui testo è protagonista. A queste parti si alterneranno le parti più fisiche e coreografiche. Si ballerà molto, dal momento che siamo in una balera. Saranno danze di imbarazzo, di noia, di turbinosi balli di coppia, di gioia perchè sono diventate forti e indipendenti ma, soprattutto, ce l’hanno fatta insieme.
L’Associazione ha messo in rete per la realizzazione di questo spettacolo anche altre realtà del territorio come la scuola di danza “Tersicore” di Anna Rita Riccioni e la scuola di canto “Forme di Voce” di Gloria Cascelli. Come hanno vissuto le vostre associate questi momenti di condivisione?
In modo molto positivo, dimostrando apertura e partecipazione. Si sono messe in gioco con entusiasmo, accogliendo il confronto con altre realtà del territorio come opportunità di crescita, sia personale che collettiva. Questi incontri hanno rafforzato il senso di comunità e hanno contribuito a creare legami significativi, arricchendo ulteriormente il percorso.
Avete qualche ringraziamento da fare a chi ha reso possibile la realizzazione di questo spettacolo?
Desideriamo esprimere un sentito ringraziamento a tutte le persone che hanno reso possibile la realizzazione di questo spettacolo. Un grazie speciale al facilitatore teatrale dott. Caimmi e alla psicologa dott.ssa Monia Duca, che hanno accompagnato con professionalità e sensibilità questo percorso. Un ringraziamento va al sindaco di Fabriano dott.ssa Daniela Ghergo, all’assessore alla Cultura e Bellezza dott.ssa Maura Nataloni e a tutta la giunta Comunale che hanno sostenuto l’iniziativa rendendo possibile portare in scena, nel prestigioso Teatro Gentile di Fabriano, il nostro lavoro e il nostro messaggio di forza e condivisione, a tutta la comunità. Siamo inoltre grati alla Fondazione Carifac e al suo Presidente, l’oncologa dott.ssa Rosa Rita Silva, per il prezioso contributo concesso, e a tutte le realtà che hanno collaborato con entusiasmo come la scuola di canto “Forme di Voce” di Gloria Cascelli, la scuola di danza” Tersicore” di Anna Rita Riccioni, Gilda Bottacchiari per la grafica, l’emittente radiotelevisiva Radio Gold, media partner dell’evento e a te Gigliola che presenterai lo spettacolo. A tutti voi va il nostro più sincero grazie per aver creduto in questo progetto e aver contribuito a renderlo realtà. Vi aspettiamo il 19 aprile al teatro Gentile, l’ingresso è a offerta libera.
Gigliola Marinelli

