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“Esseri a malapena immaginabili”, ecco il nuovo progetto di Elica

Fondazione Ermanno Casoli ed Elica presentano, nella sede di Fabriano dell’azienda, Esseri a malapena immaginabili, opera site-specific realizzata da Numero Cromatico insieme alle persone di Elica: una nuova opera d’arte che entra a far parte della collezione nata grazie a E-straordinario, il progetto di formazione curato da Marcello Smarrelli per la Fondazione Ermanno Casoli, che da oltre vent’anni porta l’arte contemporanea nelle aziende come strumento di crescita e innovazione. L’opera è stata realizzata per gli spazi aziendali di Elica, che negli anni sono diventati un museo d’arte contemporanea visitabile su appuntamento. Francesco Casoli Presidente di Elica: “Per chi fa parte di Elica, l’arte è sempre stata molto più che una compagna di viaggio: nel tempo è diventata un linguaggio comune, un’attitudine, un modo di osservare e interpretare la realtà. La Fondazione Ermanno Casoli, in questo senso, non è solo un presidio culturale verso l’esterno, ma un motore silenzioso che continua a nutrire dall’interno la nostra capacità di innovare, di rischiare, di immaginare il futuro. Il mondo dell’impresa vive di processi, governance, misurazioni, ma ha altrettanto bisogno di spazi di esplorazione, di contaminazione, di quel “caos creativo” che genera nuove prospettive: non sono dimensioni in contraddizione ma forze complementari, ed è nella tensione virtuosa tra questi due poli che esercitiamo la straordinarietà che ci contraddistingue.”

Deborah Carè, Chief Human Resources Officer di Elica: “Gli artisti attivano riflessioni profonde, immaginazione e nuovi scenari. In azienda questo aiuta a vedere i problemi e le opportunità da prospettive inedite, allenando problem solving e creatività. Il lavoro fatto negli anni dalla Fondazione Ermanno Casoli ha introdotto in Elica sensibilità culturale, attenzione alle persone, lettura critica del presente e apertura al nuovo creando una cultura aziendale dinamica, attenta e capace di interpretare la complessità e il cambiamento”.

Numero Cromatico è un collettivo fondato a Roma nel 2011, composto da ricercatori provenienti dalle arti visive, neuroscienze, psicologia, filosofia e design. Opera al confine tra sperimentazione artistica e ricerca scientifica, con un approccio transdisciplinare centrato su percezione, linguaggio, esperienza estetica e ruolo dello spettatore.
Esseri a malapena immaginabili è il risultato del lavoro sviluppato a partire dai contenuti emersi durante il workshop condotto dal collettivo con le persone del Gruppo Elica, svoltosi il 3 e 4 marzo 2026 nella sede Elica di Fabriano. Il percorso ha coinvolto 18 persone, tra manager e collaboratori, in un’esperienza di esplorazione creativa volta a connettere l’eredità storica di Fabriano con l’arte contemporanea e le nuove frontiere dell’Intelligenza Artificiale.
Le giornate hanno alternato momenti teorici e pratici, introdotti da un talk aperto a tutte le persone che lavorano in azienda tra Numero Cromatico e Marcello Smarrelli sui temi di ricerca del collettivo. Di particolare rilievo la lecture di Alessandro Delpriori, docente all’Università di Camerino, dedicata all’iconologia e ai bestiari medievali come dispositivi pedagogici e morali, fondamentali per comprendere il rapporto tra Essere Umano, Natura e Sapere. Partendo dalla tradizione medievale delle filigrane e dei bestiari — strumenti capaci di trasformare il segno in contenitore di valori e narrazioni — i partecipanti hanno costruito un immaginario simbolico personale e condiviso, dando vita a un bestiario di “esseri a malapena immaginabili”. Il workshop si è articolato in una prima fase manuale, basata su disegno e collage per progettare creature ibride, a cui ha fatto seguito l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale come strumento speculativo: non per produrre immagini, ma per analizzare i simboli e generare testi e nuove connessioni di senso. Il bestiario si è così trasformato in un ecosistema collettivo, presentato in una mostra negli spazi aziendali a fine giornata. Esseri a malapena immaginabili è una grande tenda composta da migliaia di tesserine che restituisce un bestiario simbolico permanente, sintesi della creatività emersa durante il workshop. Il titolo dell’opera richiama il volume Il libro degli esseri a malapena immaginabili di Caspar Henderson e rimanda allo stupore verso ciò che in natura sfida la comprensione. Se Henderson esplora la biodiversità del nostro ecosistema, il workshop ha invitato i partecipanti a indagare una “biodiversità simbolica”, utilizzando l’Intelligenza Artificiale non come fine, ma come strumento critico per ampliare le possibilità espressive.

“Da queste riflessioni – spiega Marcello Smarrelli – nasce l’idea di creare un bestiario che rappresenti la vita in azienda e quella delle persone che la animano, ognuno con la propria creatura: il bestiario funziona come uno spazio simbolico condiviso in cui i partecipanti possono rinegoziare il proprio posto nel mondo del lavoro e, più in generale, nella contemporaneità. Il risultato finale non è un’opera conclusa, ma mappe immaginarie: dispositivi che rendono visibile come oggi siamo tutti, in modi diversi, creature ibride che abitano sistemi complessi fatti di persone, macchine, narrazioni e desideri.” Il valore del percorso risiede nella triangolazione tra pensiero umano, tecnologia e manualità: l’IA non è autrice né oracolo, ma dispositivo critico; la mano restituisce lentezza e presenza; il bestiario diventa un luogo simbolico comune in cui immaginare nuove forme di relazione e consapevolezza.