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Diocesi, Danilo Ciccolessi: A Fabriano una Scuola di Pace

Un nuovo spazio laico di riflessione, confronto e cultura di pace promosso da gruppi, movimenti e realtà della Diocesi di Fabriano-Matelica. Questa l’essenza della nuova Scuola di Pace che ha già pronte delle iniziative per coinvolgere tutti coloro che hanno a cuore il tema della pace. Ne parliamo con Danilo Ciccolessi, presidente diocesano dell’Azione Cattolica.

Come è nato il progetto della Scuola di Pace e da quali valori e principi cristiani avete tratto ispirazione?

Il progetto è nato dalla convergenza di due esigenze e percorsi che sono finiti per coincidere. Da una parte l’esigenza, espressa fortemente dall’Azione Cattolica diocesana e dal suo Consiglio, di dialogare insieme alla città e coinvolgerla nel suo cammino di pace. Dall’altra da uno stimolo proveniente dalla Caritas diocesana, che si ispira ad esperienze simili attive in molte altre Diocesi. Insieme abbiamo voluto continuare idealmente il percorso cominciato con la Marcia della Pace. Il punto di partenza per le nostre riflessioni è stato il messaggio di Papa Leone per la Giornata mondiale della pace dello scorso 1° gennaio, incentrato sull’ormai noto binomio di “pace disarmata e disarmante”. Il principio che ci muove è il Vangelo stesso, nella convinzione che la Parola sia radicalmente alternativa alla guerra come strumento di offesa e autodeterminazione dei popoli.

Un progetto condiviso con diverse realtà e movimenti della Diocesi, possiamo citarne alcuni?

Certamente, abbiamo sin da subito voluto coinvolgere altre realtà diocesane con le quali siamo in cammino da qualche tempo. Si tratta di AGESCI, Comunione e Liberazione, il Consultorio “La famiglia”, la Gioventù Francescana, la Parrocchia di San Venanzo, il Progetto Policoro, l’Ufficio Cultura diocesano, in dialogo e collaborazione anche con enti territoriali quali l’Ambito Territoriale Sociale 10 e il Comune di Fabriano. La pro

Questo tavolo di lavoro a chi è aperto e quali sono i requisiti necessari per inserirsi in questo gruppo?

Deve essere chiara prima di tutto l’identità del tavolo che presenta questo percorso. La Scuola di Pace è promossa da gruppi, movimenti e realtà diocesani: è la Chiesa di Fabriano-Matelica che propone al territorio uno spazio laico di riflessione, confronto e cultura di pace. Dato questo, il tavolo è aperto a tutte le persone, realtà, associazioni e movimenti, non necessariamente legati alla Chiesa locale, di buona volontà che abbiano a cuore il tema della pace.

Il Giubileo 2025, da poco concluso, ha avuto come tema conduttore la Speranza. Papa Bergoglio ha sempre dichiarato che la Speranza non delude mai e ha pregato tanto per la pace, invitando i fedeli ad intraprendere un cammino di Speranza. Quanto hanno influito questi messaggi di Papa Francesco nella vostra scelta di aprire una Scuola di Pace?

Papa Francesco, con il Giubileo della Speranza ha tracciato un sentiero sul cui solco ci siamo posti anche noi. Per noi cristiani la speranza è l’invito più straordinario e insieme difficoltoso da vivere. È però il senso preciso che vogliamo dare a questa Scuola di Pace. Anche se tutto sembra smentirla, noi vogliamo continuare a parlare di speranza, vogliamo provare a coltivarla come metodo e come stile.

Il mondo della comunicazione e dell’informazione sono invasi da messaggi di violenza, di dominio, di forza dove la parola guerra è all’ordine del giorno. Come possiamo proteggerci da questo sistema e soprattutto tutelare le giovani generazioni?

Oggi purtroppo il sistema di potere è più ubiquo e perverso che mai e un ruolo decisivo in questo è giocato proprio dall’evoluzione tecnologica senza precedenti dell’informazione. Come singolo trovo difficile dare una risposta esaustiva, sarebbe da approfondire insieme. Penso però, e questo è uno degli scopi di questa Scuola, che oggi sia necessario proporre alternative radicali. Anche se a prima vista non sembra così, oggi le opposizioni del nostro mondo occidentale sono tutte vaghe sfumature di una stessa stanca visione del mondo. Per noi il punto è proporre un linguaggio diverso, un pensiero diverso, uno stile diverso. Non perché siamo degli illuminati, tutt’altro, ma perché siamo convinti che il Vangelo, al di là di tutto, possa ancora dire tanto a questo mondo, a questo territorio, alle nostre vite.

Come sarà strutturata la Scuola di Pace e quali programmi formativi pensate di inserire?

Si tratta di una serie di incontri aperti alla città, con esperti e testimoni, amici di cammino che possono aiutarci a pensare altro e pensare alto. Questo nostro anno zero è cominciato dialogando con don Marco Pagniello, Direttore di Caritas Italia ( foto di copertina ndr) e proseguirà venerdì 27 febbraio, alle ore 18:30, presso la Biblioteca Comunale Sassi di Fabriano. Incontreremo Emanuele Satolli, fotogiornalista e testimone diretto di alcuni tra i maggiori conflitti e crisi umanitarie.

Gigliola Marinelli