Beko, il punto della Fiom dopo il Tavolo Territoriale a Fabriano
Fabriano – Ai sindacati non piace il piano industriale della multinazionale Beko: tante le criticità emerse al tavolo Territoriale di martedì pomeriggio tra le parti sociali e l’azienda. Ci sono ritardi negli investimenti, mentre risulta già centrato il target di esuberi nello stabilimento di Melano-Marischio. 24 ore dopo il summit è la Fiom di Ancona a fare il punto della situazione, mentre si attende nuova convocazione ministeriale a Roma per affrontare la questione a quasi un anno dalla firma dell’accordo. I sindacati hanno chiesto ed ottenuto di aggiornare il tavolo entro un mese con focus specifico sugli investimenti e per monitorarne le tempistiche.
«Nello stabilimento di Melano – dice il sindacalista Pierpaolo Pullini – il numero di esuberi è stato ampiamente gestito: a fronte di 65 posizioni, sono uscite, al 31 gennaio, ben 86 persone. C’è una riduzione dell’utilizzo dell’ammortizzatore sociale, dovuto ad una leggera crescita dei volumi produttivi registrata nella prima parte dell’anno, che non può considerarsi strutturale e che comunque non riesce a garantire lavoro a tutte le persone rimaste». C’è da sottolineare che i dipendenti in carico sono 383, con una età media di 54 anni. Un dato inferiore rispetto a quello previsto. Situazione più complessa nel comparto impiegatizio a Fabriano città. Le persone uscite sono 92 su 206 esuberi dichiarati. Ci sono poi 55 persone in ammortizzatore sociale al massimo utilizzo e senza rotazione. «Siamo in presenza di notevoli problemi nell’implementazione e nella gestione del piano, con forte riduzione delle funzioni strategiche locali che rischiano di ridimensionare il ruolo del territorio di Fabriano nelle strategie della Beko. Ad oggi non possiamo ritenerci soddisfatti delle rotazioni per le persone che subiscono la cassaintegrazione, anche se si registra un leggero miglioramento rispetto al passato» aggiunge Pullini.
Altra criticità riguarda gli investimenti: «C’è forte ritardo – sottolinea – negli investimenti che vengono tutti confermati ma proiettati nella seconda parte del piano industriale». La Fiom non condivide questa impostazione della multinazionale in quanto «l’innovazione dell’offerta e della modalità di produzione sono elementi fondamentali per provare a recuperare quote e vendite in un mercato sempre più imprevedibile e difficile». L’azienda ha confermato l’implementazione della digitalizzazione dello stabilimento di Melano-Marischio, così come l’installazione dei pannelli fotovoltaici entro il mese di maggio con accensione a giugno. Questo permetterà di coprire circa il 40% del fabbisogno energetico.
