Sassoferrato – Fotovoltaico, “le autorizzazioni per gli impianti non sono più valide”
Sassoferrato – Come si ricorderà, il 21 febbraio 2024, la Provincia di Ancona, ente procedente della Conferenza dei Servizi, emetteva il procedimento di autorizzazione unica alla Ditta “Solar Challenge 7”, con sede in San Benedetto del Tronto, per la realizzazione degli impianti solari fotovoltaici, connessi alla rete pubblica nazionale, “Sassoferrato 1” e “Sassoferrato 2”, in frazione Monterosso Stazione (Zona Dolciotti) di Sassoferrato. Alla conferenza dei Sevizi era stato ammesso, in qualità di “uditore”, anche il Comitato Monte Strega, costituitosi nel 2023, che aveva promosso alcune azioni di opposizione alla concessione delle autorizzazioni, avanzando preoccupazioni e motivati argomenti in merito ad essa:
1. L’area in cui venivano a collocarsi gli impianti, la zona produttiva sovracomunale di Monterosso Stazione che doveva servire i Comuni di Sassoferrato, Cerreto d’Esi, Fabriano, Genga, per impianti fotovoltaici in edilizia libera, non era stata perfezionata non essendo stato definito il necessario Accordo di programma e non vi erano state adottate le necessarie delibere dei Consigli Comunali dei Comuni aderenti, così come dichiarato dai Sindaci di tre Comuni, Fabriano, Cerreto d’Esi, Genga.
2. La valenza paesaggistica dell’area che, a giudizio di storici non solo locali, avrebbe anche una documentata valenza sul piano archeologico, essendovi stata combattuta la storica “Battaglia delle Nazioni”, nel 295 a.C., o essendo comunque servita da accampamento per gli eserciti in lotta. Quest’ultimo era un elemento cui prestare attenzione e che avrebbe comunque richiesto un’indagine preventiva sull’effettivo carattere archeologico dell’area.
3. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Ancona e Pesaro e Urbino aveva richiesto, sembrerebbe poi non ricevuto, all’ente procedente una “relazione dettagliata” su tutti gli elementi connessi con le autorizzazioni per poter esprimere il proprio giudizio di competenza.
4. Nell’area della zona industriale viene a trovarsi un Bene storico tutelato, la Chiesa di S. Ugo, patrono di Sassoferrato, edificata nel 1731, iscritta dal Ministero della Cultura nel Codice Catalogo dei Beni storici, come Bene individuo n. 1100239024, di proprietà della Diocesi di Fabriano-Matelica, la cui tutela è affidata alla Soprintendenza “Archeologia Belle Arti e Paesaggio” di Ancona. Vi è un apposito D.L, il n. 91 del 15 luglio 2022 (Misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali) che prevede una fascia di rispetto di m. 500 per gli impianti solari fotovoltaici.
5. La presenza, nella suddetta area produttiva, di due Corsi d’acqua torrentizi che richiederebbe il rispetto della legge Galasso e dei previsti vincoli paesaggistici.
6. La presenza, sul territorio comunale, di un numero già molto rilevante di impianti fotovoltaici con moduli a terra.
Nonostante questi rilievi, nonostante l’opposizione di tremila cittadini che firmarono un appello di contrarietà agli impianti, nonostante le mozioni di opposizione, espresse all’unanimità dai gruppi consiliari del Comune di Sassoferrato, della Provincia di Ancona e della Regione Marche, nonostante esposti alla Procura della Repubblica, alla Forestale CC di Sassoferrato, nonostante osservazioni e ricorsi, le autorizzazioni furono concesse.
L’aggiornamento
Ma ora a distanza di circa un anno e mezzo da tale concessione alla Ditta “Solar Challenge 7”, riceviamo dalla Provincia di Ancona, via Pec, una comunicazione in cui si afferma “la determinazione di decadenza dal titolo”, vale a dire che le due autorizzazioni per gli impianti “Sassoferrato 1” e “Sassoferrato2” non sono più valide. Una decisione che è stata presa non in accoglimento di qualcuna delle obiezioni che erano state avanzate, ma a causa di un problema burocratico relativo al completamente dell’iter autorizzativo. La Ditta “Solar Challenge 7” non avrebbe consegnato alla Provincia, nei tempi previsti, il contratto definitivo di costituzione del diritto di superficie e servitù. Tale comunicazione è stata inviata a tutti i soggetti membri della Conferenza dei Servizi che avevano sottoscritto l’autorizzazione ed anche al Comitato Monte Strega che aveva partecipato alle ultime riunioni della Conferenza dei Servizi. È una decisione accolta con soddisfazione dalla comunità e dallo stesso Comitato Monte Strega che ripaga, almeno parzialmente, del lungo, argomentato ma delicato impegno di opposizione al quale l’informazione locale, regionale e nazionale aveva dato rilievo e prestato attenzione.

