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Beko, la sede impiegatizia di Fabriano proclama un’ora di sciopero

Fabriano – È sciopero dopo la presentazione del piano industriale Beko. Gli impiegati della sede fabrianese, infatti, dopo l’assemblea sindacale, hanno proclamato un’ora di sciopero per giovedì 28 novembre, dalle 11 alle 12. È prevista anche una manifestazione davanti la sede Beko di viale Aristide Merloni. «Sarà l’occasione per far sentire la voce degli impiegati ai rappresentanti della stampa nazionale e regionale dopo l’annuncio dei 718 esuberi in Italia, dell’annientamento dell’unità di Ricerca e Sviluppo di viale Campo Sportivo a Fabriano e del forte ridimensionamento delle presenze delle funzioni centrali di viale Merloni, che si tradurrebbe nella definitiva desertificazione industriale del territorio fabrianese e nella perdita di know-how e qualità decisionale dello stesso. È giunto il momento di fermare la tendenza ormai conclamata delle multinazionali di seguire solo logiche predatorie e speculative» dichiarano i rappresentanti dei sindacati di categoria e delle Rsu delle funzioni impiegatizie della Beko di Fabriano.

Ricordiamo che ci sono quasi 400 esuberi tra operai (66 a Melano), impiegati e dirigenti (circa 300 tra ridimensionamento degli uffici regionali e chiusura dell’unità di Ricerca e Sviluppo) a seguito del piano industriale presentato da Beko Europe a Fabriano. Senza considerare i 320 dipendenti del sito di Comunanza, nell’Ascolano, che a fine 2025 sarà chiuso. I sindacati chiedono il ritiro del piano.

Latini

È necessario intervenire con una legge speciale per Fabriano e il suo futuro industriale,” afferma Dino Latini. “Serve un piano strategico per la creazione di un polo tecnologico dedicato alla domotica e all’intelligenza artificiale applicata ai mezzi e ai servizi per la casa. Questa innovazione potrebbe rappresentare una svolta cruciale per il rilancio economico e occupazionale del territorio.” Così il presidente del consiglio regionale delle Marche, Dino Latini.

m.a.