Raddoppio ferroviario – Il punto del sindaco Filipponi dopo il pronunciamento del Tar

In attesa dell’udienza al Tar delle Marche, prevista il 10 aprile, l’Amministrazione comunale di Genga fa il punto della situazione. Il sindaco, Marco Filipponi, infatti, spiega la tabella di marcia che era stata prevista con il trasferimento a lago Fossi. I riflettori di inizio anno si accendono su uno dei fronti caldi dell’entroterra (insieme alla questione degli impianti di fotovoltaico a Monterosso di Sassoferrato), cioè il raddoppio della linea ferroviaria Orte-Falconata, nella tratta compresa tra Serra San Quirico e Genga, lotto 2. In attesa di nuovi passi che potrebbero essere presi anche dal comitato Gola della Rossa dopo la bocciatura del ricorso avanzato dal Comune di Serra San Quirico da parte del Tar del Lazio, nei giorni scorsi c’è una nuova sentenza. I commercianti de La Cuna, l’area dove si trovano le storiche bancarelle di Genga e anche la biglietteria delle Grotte di Frasassi, infatti, avevano presentato ricorso contro il trasferimento da questa zona, come era stato disposto dal Comune. Il Tar ha sospetto tutto in attesa dell’udienza di merito. I commercianti, tra le altre cose, hanno espresso preoccupazione per le licenze di queste attività che rischiano di essere revocate. Il sindaco, Marco Filipponi: «Abbiamo studiato una nuova location per i commercianti de La Cuna vista la necessità di sgombero per il cantiere della linea Orte-Falconara che deve partire. L’area – dice – che abbiamo scelto è la zona del lago Fossi. Ora, vista l’ordinanza del Tar delle Marche, resteranno tutti nella loro sede originaria». L’eventuale sgombero de La Cuna, quindi, non prima dell’udienza di merito di aprile vista la sospensiva concessa. «I commercianti rimarranno a La Cuna vista l’ordinanza del Tar almeno fino al 10 aprile. Attendiamo anche i tempi dalle Ferrovie per l’avvio del cantiere». I lavori di raddoppio dovrebbero partire nei primi mesi di quest’anno. Non sono escluse nuove iniziative da parte dell’Amministrazione comunale di Serra San Quirico che aveva proposto un progetto alternativo di raddoppio.