Sassoferrato – Fotovoltaico, prende posizione il sindaco Maurizio Greci

Sull’installazione degli impianti di fotovoltaico a Monterosso Stazione prende posizione, dopo l’ok della Conferenza dei Servizi, il sindaco di Sassoferrato, Maurizio Greci. Il Comitato Monte Strega in più occasioni ha chiesto l’intervento del primo cittadino per fermare quest’opera a ridosso, tra le altre cose, della storica chiesa di Sant’Ugo. Greci non parla di un parere positivo da parte della sua Giunta. “Il sì ai pannelli fotovoltaici – dice – è emerso dalla Conferenza dei Servizi dopo approfondite analisi di documenti e previsioni normative. I pareri sono chiaramente tecnici e tengono conto delle leggi in vigore. Vorrei sottolineare, però, che non ho detto sì all’impianto. Come Amministrazione comunale abbiamo fatto mettere a verbale, nella precedente sessione della Conferenza dei Servizi, l’ordine del giorno votato all’unanimità in consiglio comunale in cui si esprimeva parere contrario all’installazione”. Il Comitato Monte Strega, con più di tremila firme raccolte in pochi mesi, attende il verbale della riunione che arriverà entro la fine di gennaio. C’è ancora da valutare, intanto, una nota della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio che potrebbe far avviare un nuovo capitolo. Il Comitato si appella proprio alla Soprintendenza in quanto “si è parlato di un parere affermativo all’installazione all’unanimità”, ma senza “che la Conferenza dei Servizi abbia potuto valutare il parere della Soprintendenza”. Lo stesso Comitato ha inoltrato al Comune di Sassoferrato nuova richiesta di annullamento dei lavori. “E’ diretta anche alla Soprintendenza competente affinchè si compiaccia di adottare ogni e qualsivoglia provvedimento atto a preservare il sito e a scongiurare la sua deturpazione se non la sua irrimediabile compromissione” si legge nel documento. Una querelle che va avanti da mesi e che vede il Comitato in prima linea: “Difenderemo il paesaggio, in un’area di rilevante interesse archeologico e il nostro patrono, Sant’Ugo”.

Marco Antonini