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“Mater mea, fiducia mea”. La parrocchia Misericordia ringrazia e ricorda don Luigi Monti

Domenica scorsa, durante la Messa delle 11.30 la parrocchia della Misericordia di Fabriano ha ricordato il caro don Luigi Monti nell’anniversario della sua ordinazione sacerdotale. Con l’occasione è stata benedetta una lapide commemorativa in suo onore. Nel corso della celebrazione sono stati ricordati anche tutti i sacerdoti della città di Fabriano, che sono stati parroci in questi anni e che portiamo ancora tutti nel cuore. Dichiara don Umberto Rotili, parroco della chiesa Madonna della Misericordia: “Lo abbiamo ricordato nel giorno della sua ordinazione sacerdotale, il 12 marzo. Ci teneva tanto a questa data perchè era stato il momento fondamentale della sua vita. Come parrocchia lo abbiamo ricordato con tanto affetto perché l’ha fondata e vista crescere. Ha seminato tanto e tutti noi, oggi, raccogliamo i suoi frutti. Tutti lo stimano e gli vogliono bene”. In tanti hanno preso parte a questo momento di preghiera. “C’erano tantissimi fedeli – dice don Umberto Rotili – perché, nella sua vita sacerdotale ha coltivato tanto. Nella targa che abbiamo affisso c’è una preghiera alla Madonna. Lui era devotissimo. Come me era stato alunno del Seminario Romano e ogni rito veniva concluso con la preghiera “Mater Mea, fiducia mea”. Una devozione importante che è stata portata avanti, negli anni, anche dal vescovo Macario Tinti”.

Il ricordo della nipote, Luana Vescovi 

“Sotto uno strano sole accecante di marzo, mentre don Umberto magistralmente spiegava la frase incisa “Mater mea, Fiducia mea”, Gabriele ha svelato la lapide dedicata a zio, rimanendo incastrato con la tunica da Diacono tra le spine delle rose e quindi commentando “è don Luigi che mi fa i dispetti”. L’emozione e le lacrime di commozione si sono trasformate in gioia e l’inaugurazione della lapide è avvenuta tra mille sorrisi di tutti i presenti, baciati dal sole. Zio ci ha insegnato che “la vita reale non è di questo mondo” e quindi ci vuole felici quando pensiamo a lui. Le parole accuratamente scelte da don Umberto sono sempre perfette e lo ringraziamo per aver voluto ricordare zio proprio in occasione della sua ordinazione sacerdotale, quel 13 marzo a cui teneva tanto. Ringraziamo tutte le persone che erano presenti ed anche quelle che non sono potute venire. Ringraziamo il sindaco Ghergo, sempre vicina quando si parla di don Luigi. Un ringraziamento particolare per la lapide allo staff dell’impresa funebre Bondoni e Giano marmi. Un ringraziamento anche da zio che starà continuando a leggere i suoi milioni di libri all’ombra del suo salice che ha voluto con sè, con la certezza che continuerà ad aiutarci da lassù con il suo finto sguardo austero ed il dolce sorriso celato”.

Marco Antonini