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SS 76, tempo di indagini e bonifica prima di riprendere i lavori al viadotto Mariani di Valtreara

Genga – Serve ancora tempo per poter circolare completamente sulle quattro corsie tra Serra San Quirico e Borgo Tufico per colpa del ritrovamento, negli ultimi cinque anni, di dieci fusti interrati di cromo esavalente. L’obiettivo è arrivare al termine dei lavori a Valtreara, dove sorge l’ormai famoso viadotto Mariani, entro quest’anno. A conti fatti manca circa un chilometro di raddoppio della carreggiata e la parola fine al cantiere, dopo 20 anni dalla nascita di Quadrilatero, potrebbe essere un sospiro di sollievo, tardivo, per un entroterra sempre più in difficoltà. Le operazioni di bonifica sono andate avanti. Recentemente, con l’ultimo intervento, i dieci fusti di cromo esavalente, ritrovati tra il 2018 e il 2021, sono stati rimossi e tutto il materiale inquinante è stato portato allo smaltimento. Nel 2022 Quadrilatero ha provveduto alla rimozione della spalla a ridosso del viadotto Mariani, poi si è riprogettato il viadotto stesso con una campata in più che permette di passare sopra l’area oggetto di indagine. Ci sono in funzione 13 piezometri che controllano sia lungo strada e che ferrovia, linea Ancona-Roma, l’eventuale presenza di materiale contaminato. Due di questi apparecchi sono posizioni in prossimità del fiume Esino e servono per tenere sotto controllo l’acqua. Serviranno quindi ulteriori mesi per approfondire la situazione nell’area di Valtreara di Genga e dintorni prima di installare nuovi piezometri. Solo a quel punto si potrà valutare se queste opere sono sufficienti e il cantiere potrà riprendere a pieno ritmo. Con l’eventuale ok alla ripresa dei lavori, serviranno pochi mesi, fonti sindacali dicono non più di 5-6, per completare definitivamente l’opera. I lavori sono fermi da aprile 2018 con il primo ritrovamento di fusti di cromo esavalente. La storia Quadrilatero è iniziata ben 20 anni fa, nel 2003 con l’obiettivo di dare ossigeno all’entroterra danneggiato dal sisma del 1997. Poi problemi di natura finanziaria da parte del Contraente Generale e quelli attuali di natura ambientale rendono la SS 76 ancora ufficialmente un cantiere.

I sindacati 

Feneal-Uil Filca-Cisl e Fillea-Cgil delle Marche hanno chiesto un incontro urgente a Partecipazioni Italia per monitorare la situazione del cantiere della Quadrilatero. Con grande rammarico Feneal-Uil Filca-Cisl e Fillea-Cgil delle Marche registrano l’ennesimo incidente mortale sul lavoro e si stringono al dolore della famiglia del giovane operaio edile di 33 anni. Il fatto è accaduto lo scorso 6 febbraio in una delle più grandi opere del nostro Paese, il cantiere della linea ferroviaria del Terzo Valico, tra Piemonte e Liguria. Feneal-Uil Filca-Cisl e Fillea-Cgil reputano inaccettabile la situazione di un settore, quello delle costruzioni, che contribuisce in maniera drammatica alle tre morti quotidiane che avvengono sui luoghi di lavoro nel nostro Paese. Settore che, complice la forte ripresa dovuta ai vari bonus, e che nella nostra regione vede in aggiunta la ricostruzione post-sisma, riempie quotidianamente le cronache dei quotidiani nazionali e locali. Per questo, sempre più convintamente, riteniamo necessario che si investa maggiormente in prevenzione dando più valore alla formazione e rafforzando i presidi mobili di primo soccorso nei cantieri delle grandi opere, che si vada verso un contratto di cantiere contrastando il dumping contrattuale a danno della sicurezza e che venga aumentato il numero degli ispettori al fine di punire chi opera nell’irregolarità e lucra barattando il profitto con le vite umane. La gravità di quanto avvenuto l’altro giorno in Piemonte ci obbliga a porre ancora più attenzione alla formazione specifica e alle procedure di sicurezza nel cantiere della Quadrilatero delle Marche, attualmente l’opera più importante del territorio, e chiederemo a Partecipazioni Italia, azienda di WeBuild, un incontro urgente per monitorare e vigilare sulla materia.

Marco Antonini