FABRIANESI SULLA VIA DEI BORGHI SILENTI

Fabriano – Sauro Verdini, “the pelican” per gli amici, dipendente dello stabilimento Whirlpool di Melano – Marischio, dopo i due Cammini di Santiago de Compostela in mountain bike, del 2018 e 2019, si è rimesso in gioco. Questa volta, l’ha fatto, però, scendendo, eccezionalmente in quest’occasione dalla sua due ruote dalla quale non si separa mai, in una specialità per lui nuova…

Questa volta a piedi nel “Cammino dei Borghi Silenti”, da vero pellegrino, insieme con altri due fabrianesi, Marino Brunetti e Paolo Gigli, due grandi camminatori. Un evento abbastanza giovane essendo stato creato nel 2019, un perfetto connubio tra natura, storia, paesaggi mozzafiato e sapori antichi. Sauro, Paolo e Marino, zaino in spalla, in quattro giorni, hanno percorso novantacinque chilometri per completare il percorso ad anello, impiegando trentadue ore, per un dislivello di 2670 metri e 135260 passi, uno dietro l’altro da Tenaglie a Tenaglie, un piccolo borgo vicino al lago di Corbara in Umbria, camminando su strade sterrate, sentieri di montagna. E come dice il nome stesso, questo percorso tocca diversi borghi antichi rimessi a nuovo molto caratteristici e molto panoramici, in più si passa anche nella “la tenuta dei ciclamini” dove Mogol ha aperto una sorta di università della musica e ruota attorno al Monte Croce di Serra, il punto più alto dei monti Amerini, compreso nei comuni di Montecchio, Guardea, Avigliano Umbro e Baschi.

I tre “camminatori”, lungo il percorso, immerso in una natura rigogliosa e intatta, in un silenzio rilassante, con il camminare slow che ti fa sentire sospeso nel tempo, hanno incontrato anche ruderi romani, castelli ed eremi misteriosi, che li hanno accompagnati nella scoperta, di uno dei luoghi più affascinanti dell’Umbria, ma forse ancora lontano, ma sicuramente non meno bello dei luoghi della vicina Umbria, più conosciuti dal turismo di massa. Un cammino simile, ai più noti Cammino di Santiago de Compostela in Spagna e alla via Francigena. “In questi quattro giorni – dice Sauro- in un clima cameratesco, abbiamo condiviso tutto, camera da letto, pranzo, cena, acqua, e nel mio caso – dice sempre Sauro- anche gli utilissimi antidolorifici e antinfiammatori”. Cosa ti resta di quest’avventura? “Calarsi fisicamente e psicologicamente in eventi del genere, ti permette di creare uno scambio e una connessione autentica anche oltre che con questi luoghi magnifici, anche con chi cammina al tuo fianco e mi ha permesso di avere rafforzato, grazie anche alla dimensione tranquilla, che ti permette di ritrovare pace e serenità dalla stressante vita quotidiana di oggigiorno – dice Sauro- l’amicizia con Marino e avere conosciuto una persona speciale come Paolo”. “Forse in futuro potremmo tentare qualche altra avventura – termina Sauro- ci stiamo organizzando”.

Stefano Balestra

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