“Cosa dobbiamo fare per non attendere altri 5 anni?”

Sono 8 famiglie, vivevano in via Fratelli Latini 51-61 di Fabriano. Poi il terremoto del 2016.  Dopo 5 anni dalle forti scosse che hanno messo in ginocchio il centro Italia, chiedono di poter rientrare nelle loro case. Anzi, non vogliono, giustamente, aspettare altri cinque anni visto che la demolizione e successiva ricostruzione (Categoria E) ancora deve partire a seguito di un diniego progettuale che fa ricominciare tutto da capo con l’aggiunta di un ascensore. Per sbloccare la situazione hanno preso carta e penna e scritto al commissario Legnini, al Governatore Acquaroli e all’assessore Castelli. “Vogliamo avere nuovamente una vita normale” dicono i residenti che ripercorrono la loro odissea. “Abbiamo seguito tutte le procedure delle normative. Insieme ai nostri tecnici abbiamo sempre rispettato ogni scadenza e soddisfatto ogni richiesta che la pubblica amministrazione ci ha rivolto. Purtroppo proprio quando pensavamo di essere vicini a una ricostruzione, il Comune di Fabriano, dopo che noi avevamo prontamente accolto ogni richiesta e dimostrato massima disponibilità, pur confortandoci che era tutto regolare, ci ha improvvisamente e inaspettatamente bocciato il progetto, basando il diniego su un punto mai sollevato prima, di cui nessuno ci aveva mai parlato e senza nessuna spiegazione. Il dirigente comunali ci ascolti” dichiarano dal Comitato.

Le case in questione sono 4 villette a schiera, di 2 piani ognuna, e con 2 scale. Nel diniego c’è scritto che “il progetto è stato bocciato perché i tecnici del Comune hanno visto 6 livelli, ma il progetto riproduceva in modo identico le case che c’erano prima. Nessuno aveva mai sollevato questo problema”. Le famiglie hanno parlato con il sindaco, ma poi nulla è cambiato. Sostengono di aver trovato “un muro di gomma”. Non è escluso che i residenti si rivolgano al Tar per evitare di dove ripartire con un nuovo progetto inserendo un ascensore, per 2 piani. “Un ascensore – concludono i residenti – che toglierà agli appartamenti una camera, magari la camera dei figli, e le famiglie non avranno più gli spazi di casa che avevano prima, acquistati con sacrifici. Alcuni di noi non ce l’hanno fatta a vedere la ricostruzione della propria casa, speriamo che chi è ancora oggi con noi possa farcela, anche se abbiamo un Comune che anziché darci una mano ci ostacola e ci mette i bastoni fra le ruote, come se non ne avessimo già abbastanza”.

Sulla questione interviene il sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli: “Secondo l’interpretazione data dagli uffici e suffragata da altri pareri il numero dei livelli presenti richiede l’installazione di ascensori che non c’erano. Sto chiedendo alla struttura commissariale di valutare la possibilità di consentire un aumento della superficie per realizzare ascensori all’esterno. Comprendo – prosegue Santarelli – il disagio e lo scoramento dei proprietari, ma io non posso modificare il parere espresso dall’ufficio. La normativa sulle ricostruzioni non consente di aumentare la superficie del fabbricato. L’unica soluzione è fare un’ordinanza commissariale che consenta l’aumento di superficie. Ne ho parlato martedì a Camerino con lo staff del commissario Legnini”.

Marco Antonini

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