Fabriano – Al Centro Islamico solidarietà e integrazione. Al via corsi di italiano e inglese
Fabriano – Il Centro culturale islamico Misericordia di nuovo impegnato nella distribuzione di beni di prima necessità a 100 famiglie. Al via anche le lezioni di italiano ed inglese, a breve l’inizio di un corso di informatica grazie alla collaborazione della Novabit di Alessio Morichelli. E’ il presidente del Centro Culturale Islamico della Misericordia di Fabriano, Kader Mekri (foto), a raccontare della tanta generosità dei soci, con la distribuzione, anche nei giorni scorsi, dei pacchi di generi alimentari. Sono buste della spesa contenente pasta, latte, minestre, passate di pomodoro, ceci, fagioli, marmellate, tonno, olio, biscotti per bambini piccoli, succhi di frutta, frutta e verdura. “Il nostro centro è aperto a chiunque ed è sempre vicino a chi ne ha più bisogno e anche in questo caso la nostra missione continua nei confronti di fabrianesi e non che si trovano in difficoltà”. Nessuna sosta o ferie estiva, quindi, per i fedeli del Centro Culturale Islamico di via Cavallotti, quartiere Pisana, che prosegue la sua azione concreta per far fronte e dare conforto al crescente numero di persone, anche di Fabriano, che fanno fatica a mettere insieme il pranzo con la cena. “Dobbiamo ringraziare – sottolinea Kader Mekri – la Protezione Civile e il Banco Alimentare delle Marche che ci consentono di raccogliere beni di prima necessità e essere solidali con chi non riesce a soddisfare i bisogni primari quotidiani e strappare sorrisi ai bambini. La scorsa settimana – aggiunge – sono iniziati i corsi di lingua italiana e inglese aperti a tutti in collaborazione con l’Ambito Territoriale 10 che comprende i cinque Comuni dell’entroterra e alcune cooperative”. Il Centro sta sistemando le ultime postazioni per un corso in informatica al quale potranno prendere parte, a breve, gli over 40 anni, grazie alla ditta Novabit di Alessio Morichelli che ha contribuito con l’acquisto dei computer e nell’organizzazione della scuola. Non solo solidarietà, quindi, ma anche integrazione e formazione.
Marco Antonini

