CERVICALGIA: UNA CURA A PORTATA “DI MANI”

La cervicalgia è una condizione molto comune che colpisce più del 50% della popolazione almeno una volta nella vita. I sintomi si presentano con un dolore localizzato sulla parte del collo, dovuto all’infiammazione delle vertebre, ma che estende anche alle spalle e alle braccia interessando anche nervi e muscoli. Si manifesta inoltre con mal di testa, capogiri, nausea, turbe dell’equilibrio, difficoltà di udito, intorpidimento e scricchiolii nella torsione del collo, formicolii alle braccia o mancanza di forza agli arti superiori, vertigini e tachicardia. Un’accurata anamnesi e un’attenta valutazione clinica, da parte del fisioterapista, possono essere d’aiuto per individuare la causa della cervicalgia. E’ possibile identificare alcuni fattori, definiti fattori di rischio, che se presenti potrebbero aumentare le probabilità del soggetto di sviluppare una cervicalgia o la possibilità che questa persista nel tempo. La maggior parte di questi può essere modificata (ad esempio attraverso l’adozione di uno stile di vita più salutare). Tra i principali troviamo:
• Sesso femminile
• Età
• Precedenti episodi di dolori al collo
• Cattiva postura
• Basso livello di scolarità
• Tensione al collo
• Colpo di frusta
• Mal di testa
• Fattori psicologici (come ansia, depressione, stress emotivi, scarsa soddisfazione lavorativa)
• Fumo
• Stile di lavoro sedentario
• Lombalgia
• Lavoro con movimenti ripetuti in flessione e rotazione

Questi fattori possono anche contribuire alla transizione dallo stato di dolore acuto a quello cronico. La cervicalgia è caratterizzata da alcuni sintomi specifici che il paziente può lamentare durante la prima visita e da diversi segni che il fisioterapista di riferimento può osservare in fase di valutazione. I principali sono:
– Dolore al collo, solitamente con esordio insidioso che diminuisce quando il paziente si sdraia
– Limitazione dei movimenti in particolare durante la flessione, l’estensione e la rotazione. I soggetti possono riferire difficoltà durante alcune attività come guidare o lavorare al computer.
– Dolore alla palpazione
– Rigidità (a volte riferita di mattina)
– Possibile dolore notturno

Il trattamento per la cervicalgia è esclusivamente di tipo conservativo (non chirurgico). Questo ha lo scopo di ridurre il dolore, fino alla sua scomparsa, ripristinare la flessibilità, l’articolarità e la funzionalità per rendere i movimenti più fluidi e sempre meno dolorosi, in modo da permettere al soggetto di tornare a svolgere tutte le sue normali attività quotidiane, lavorative e sportive. La gestione conservativa è costituita da diverse metodologie di intervento che, se integrate tra loro, portano a risultati migliori in un tempo ridotto. Se viene intrapreso un trattamento adeguato il dolore al collo si risolve entro 2 mesi dall’episodio di dolore iniziale nella maggior parte dei casi. Una percentuale di pazienti, però, continua ad avere delle recidive. Tale dolore, inoltre, può trasformarsi da acuto a cronico e tale passaggio può essere influenzato da alcune variabili come l’età, il sesso femminile, l’obesità, intensità elevata del dolore e diversi fattori psicosociali. La cervicalgia, in particolare quella cronica, causa disabilità e ha un forte impatto anche a livello psicologico soprattutto perché i pazienti hanno una ridotta partecipazione ad attività sociali, lavorative e sportive. Proprio per questi motivi è importante associare al trattamento fisioterapico, un percorso di rilassamento guidato, mediante tecniche di yoga e sedute di training autogeno mirate a guarire la sfera psicologica del paziente.

A cura di Poliambulatorio Integra Salute Fabriano

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