Vertenza Elica: prove tecniche di dialogo. “Le distanze rimangono ancora molto importanti”

A CURA DEL COORDINAMENTO UNITARIO DEL GRUPPO ELICA

Nell’incontro odierno le parti sono entrate nel merito su come poter arrivare ad una condivisione di un nuovo piano industriale, dove al centro ci sia la salvaguardia occupazionale e la prospettiva futura: nella fattispecie si è discusso delle possibili famiglie di prodotti sostenibili sul territorio italiano. Sono stati individuati tre macro gruppi di famiglie oggetto di una valutazione che ha messo in evidenza come alcune produzioni potrebbero essere subito sviluppabili in Italia ed altre che invece hanno bisogno di strumenti per essere sostenibili nei due siti produttivi. Gli ulteriori modelli che l’azienda è disposta a far rientrare dalla Polonia avrebbero un impatto occupazionale di ulteriori 15 dipendenti che si aggiungerebbero agli 80 già annunciati nello scorso tavolo tecnico, arrivando così a diminuire l’esubero di 95 unità. Le ulteriori proposte avanzate dalla OOSS avrebbero una ricaduta occupazionale di oltre 150 persone ma sono state considerate non sostenibili da ELICA, quindi il coordinamento reputa ancora insufficienti le disponibilità aziendali per condividere un progetto che deve aver al centro la totale tutela occupazionale. Al margine dell’incontro, in considerazione del fatto che nonostante le notevoli distanze che permangono si è entrati comunque in una fase di confronto, l’azienda dietro nostra richiesta, ha accettato il ritiro dei provvedimenti disciplinari fatti verso alcune/i dipendi e relativi procedimenti giudiziari. Il Coordinamento ha ribadito la necessità di ulteriori sforzi da parte di Elica nella logica di condividere un progetto, senza licenziamenti di persone e che preveda invece il ritorno del lavoro in Italia, da sottoporre al MISE per valutarne la sostenibilità ed i mezzi necessari ad  accompagnarlo. Il tavolo tecnico è aggiornato al 1 di settembre, mese in cui entro la prima decade deve essere convocato nuovamente l’incontro ministeriale.

A CURA DEL GRUPPO ELICA

Elica S.p.A. ha partecipato oggi al tavolo tecnico, presso la sede di Confindustria di Ancona, con le Organizzazioni Sindacali e le RSU di Mergo e Cerreto. Tale incontro si inserisce all’interno del percorso condiviso con i Sindacati Nazionali e il Ministero dello Sviluppo Economico per arrivare alla revisione del piano industriale presentato, tenendo conto degli obiettivi di competitività con lo scopo di salvaguardare l’azienda e l’occupazione. L’iter tracciato con le parti offre occasioni di confronto per l’individuazione di possibili soluzioni. Con oggi, è proseguito il dialogo per affrontare la tematica su come mantenere le produzioni in Italia e riportarne altre dalla Polonia. Nel precedente tavolo tecnico, l’azienda aveva presentato una proposta grazie alla quale si diminuiva di 80 persone il numero dei dipendenti coinvolti nel piano industriale al fine di conservare i relativi posti di lavoro sul territorio. Le Organizzazioni Sindacali Territoriali e le RSU, invece, avevano avanzato delle proposte su come rivedere il mix produttivo con l’obiettivo di spostare le produzioni in Italia e non in Polonia. L’azienda si era riservata di valutarle ritenendo interessanti alcuni aspetti. Durante il confronto odierno l’azienda è tornata con un’analisi approfondita sui benefici occupazionali e gli investimenti necessari relativamente al mix produttivo indicato dalle parti sociali. Dall’analisi è emerso che il numero di dipendenti coinvolti e gli ingenti investimenti necessari, possono essere oggetto di una mediazione per realizzare un modello organizzativo che consenta di raggiugere un equilibrio tra l’impatto occupazionale avanzato dalle Organizzazioni Sindacali e la salvaguardia dell’azienda. Elica, per agevolare il dialogo in corso tra le parti, ha ritenuto utile la convocazione di un ulteriore confronto tecnico per il 1° settembre al fine di giungere ad una proposta da discutere presso il tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico affinché quest’ultimo eserciti il ruolo pubblico. Inoltre, l’azienda ha accettato la proposta dei sindacati di ritirare i  provvedimenti disciplinari elevati nei confronti di alcuni dipendenti auspicando che questo possa migliorare le relazioni tra le parti.

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