Romualdo Castelli, educatore di ideali cristiani

Fabriano – In un’epoca in cui tutto sembra inevitabilmente proiettato al domani, i più giovani se non adeguatamente preparati faranno fatica a comprendere alcuni nostri concittadini che nel passato sono stati modello di vita da imitare. Una figura straordinaria è quella di Romualdo Castelli (1877-1937) nato a Matelica, ma fabrianese di adozione. All’età di 11 anni fu ammesso nel seminario di Fabriano; studioso, intelligente, con animo sensibile non si arrese neanche contro la poliomielite che a 17 anni lo immobilizzò su una carrozzella. Con grande forza di volontà e potenza dell’intelletto compiuti gli studi si ritrovò ad insegnare a soli 22 anni nel seminario di Fabriano.

Romualdo svolse un’intensa attività come educatore di tanti giovani e animatore, grazie alla sua cultura e alla vita esemplare, di tante associazioni cattoliche. Il primo gennaio del 1911 nasce il settimanale L’Azione con il contributo di don Agostino Crocetti, affermato scrittore e predicatore, Romualdo Castelli e altri intellettuali. Castelli dopo pochi anni ne è il direttore e vi si dedicò con tutte le sue forze per affrontare i problemi concreti della vita cittadina e combattere per la verità e il bene delle persone. I suoi articoli e le sue coraggiose denunce in difesa della libertà e la sua coerente ed indomita opposizione al totalitarismo fascista, costituì per tanti anni il punto di riferimento e di confronto per tutti i fabrianesi ed i particolar modo per i giovani, che subivano il fascino non solo dei scritti e della parola, fu anche un ottimo oratore e conferenziere. Nel 1920 il Partito Popolare di don Sturzo vince le comunali a Fabriano e la nuova maggioranza del consiglio comunale elesse sindaco il giovane avvocato Tersilio Fida, vice sindaco Lamberto Corsi, Romualdo Castelli è assessore per l’Istruzione, un incarico a lui più congeniale e si distingue subito per la ripresa delle attività culturali in città.

Nel 1924 i suoi ex allievi, sostenuti da autorevoli esponenti del cattolicesimo fabrianese, con gratitudine e affetto donarono una nuova carrozzella che il 47 enne professore non avrebbe potuto acquistare, dato il modesto introito dall’insegnamento privato. Anche Gabriele D’Annunzio aveva ben compreso il significato ed il valore delle opere e della vita di Romualdo, con il quale era in corrispondenza epistolare. Ne è prova la dedica ad una sua fotografia inviatagli come segno di stima e di amicizia, dove scrive: “A Romualdo Castelli, un ardito che dimostrò la potenza dello spirito sul corpo inerte”. Uomo di grande fede, esemplare coerenza e fedeltà ai propri ideali religiosi, politici e culturali fino alla fine dei suoi giorni, dopo aver vissuto modestamente lasciò alla moglie e ai figli, ai quali era legatissimo, l’eredità che più conta: una retta formazione morale e religiosa, basata soprattutto sul suo esempio e sul suo stile di vita. Non è facile trovare un laico che come Romualdo Castelli abbia dedicato tutta una vita, quasi a tempo pieno, all’inculturazione delle fede e alla diffusione degli ideali cristiani.

Sandro Tiberi

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