VERTENZA JP, FIOM CGIL ALL’ATTACCO

L’esito dell’atteso tavolo ministeriale di crisi industriale è stato perentorio: la situazione finanziaria in generale non rende il progetto interessante per nessuno dei fondi contattati da Invitalia, per i partner industriali l’operazione così come configurata non è appetibile. Questa è la sintesi delle conclusioni del lavoro di scouting illustrato in undici slides. Sembra di essere tornati alla fine del 2018, i contenuti sono sempre gli stessi, con la differenza che adesso c’è la mannaia della procedura concorsuale sulla testa dei dipendenti. I tempi di convocazione del prossimo incontro non possono sicuramente essere lunghissimi, così come urgente diventa la presentazione, da parte dell’azienda e dei suoi consulenti, del piano di ristrutturazione. La FIOM di Ancona ritiene fondamentale utilizzare il tempo a disposizione nella maniera più proficua possibile: è stato richiesto con forza anche al MISE, di utilizzare al meglio le opportunità che un concordato può generare. Finanziare il progetto per garantire la continuità produttiva, sia per le attuali commesse da evadere e che richiedono comunque uno sforzo economico notevole, sia per quelle ancora da acquisire, il tutto propedeutico alla vera start up della produzione rivolta ad impiegare il maggior numero di persone possibile; è necessario sostenere qualsiasi iniziativa individuando ulteriori strumenti di mantenimento dei posti di lavoro. La scadenza a fine anno degli ammortizzatori sociali rende indispensabile porsi fin da ora il problema di individuarne altri per accompagnare il progetto. La dichiarazione dell’azienda è stata inequivocabile: la ratio del concordato è quella di onorare tutti i debiti e garantire più occupazione possibile ed è fondamentale che questa non resti solo una dichiarazione, così come la disponibilità di tutte le istituzioni presenti ad individuare strumenti di supporto a garanzia del patrimonio industriale e sociale, che la JP Industries rappresenta, deve trovare realizzazione e concretezza. Percorrere una strada che non metta al centro la massima salvaguardia occupazionale ed il mantenimento di un’eccellenza sul territorio, sarebbe un errore che questa volta bisogna assolutamente scongiurare.

cs

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