“UN PRESTITO DA 75 MILIONI DI EURO PER FAR RIPARTIRE I CANTIERI”

di Marco Antonini

I cantieri sulla SS 76 potranno ripartire da marzo grazie a un prestito da 75 milioni di euro erogato dalle banche che credono sia nella proposta presentata da Salini Impregilo intervenuta per salvare Astaldi che nel progetto Quadrilatero. Lo riferiscono fonti sindacali. Una boccata d’ossigeno per tutto l’entroterra che attende, da sette mesi, lo sblocco dei lavori lungo la direttrice Ancona-Perugia. I sindacati sono soddisfatti perché Astaldi, contraente generale, ha nuova finanza. Questo comporta la riattivazione dei cantieri considerati strategici. Tra quelli che potranno riprendere a lavorare c’è il raddoppio della 76 tra Serra San Quirico e Fossato di Vico. Intanto il Tribunale di Roma sta continuando a verificare le pratiche per il concordato e si dovrà esprimere entro i prossimi 60 giorni. I sindacati: “Se c’è la possibilità di far ripartire i cantieri, facciamolo presto e senza indugio”. Il riferimento è ai subappaltatori che hanno effettuato, negli ultimi anni, molti lavori e attendono di essere pagati. Complessivamente le aziende riunione in un comitato vantano crediti per 40 milioni di euro e sono pronte a tutto per farsi saldare quanto dovuto. Tutto ciò, però, rientra nella fase passata, quella che si chiude con il concordato. Il diritto tributario, infatti, è chiaro e non dà adito a interpretazioni. I crediti pregressi verranno pagati, una volta arrivato l’ok dei commissari, per una percentuale che non dovrebbe superare il 30 per cento. Da capire, quindi, cosa vorranno fare le imprese subappaltatrici: ripartire per avere lavori per almeno un altro anno e mezzo o bloccare i cantieri come forma di protesta per l’incasso perso per quello che hanno effettuato prima della presentazione, da parte di Astaldi, della domanda di concordato in tribunale, a Roma. Non è detto, quindi, che a lavorare siano gli stessi subappaltatori che hanno prestato servizio recentemente. Una situazione delicata perché ci sono circa 40milioni di lavori da pagare (in caso di pagamento al 20% non supererebbe gli 8 milioni) e tanti lavoratori, circa 100, in mobilità. “La strada va completata e vanno pagate le imprese che vantano crediti milionari comprese le piccole che hanno fornito lavoro, mezzi, tecnologie, prodotti, servizi alle imprese”, l’appello di Gilberto Gasparoni, segretario Confartigianato Trasporti delle Marche. Sulla ripresa delle attività lungo la 76 si è espresso ieri il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. “E’ un’ottima notizia che va nella giusta direzione sia per l’importanza dell’opera per i territori che attraversa sia per le maestranze impegnate nei lavori. Abbiamo agito tempestivamente e bene – ha detto – perché non si accumulassero ulteriori ritardi, visto il tempo che si è perso a causa delle vicende che hanno riguardato l’opera e visti gli ulteriori disagi ai concittadini che vivono nelle zone interessate dai lavori”.

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