AFFITTANO UNA CASA PER LE FESTE A RICCIONE, GIOVANI FABRIANESI TRUFFATI

Fabriano – Continua la massima attenzione del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Fabriano nella repressione dei reati in genere, con un’attenzione particolare per quelli che si rivelano più insidiosi per i cittadini, come le truffe, che sono episodi delittuosi posti in essere con artifizi o raggiri che inducono in errore e procurano un ingiusto profitto con altrui danno.

Per questo motivo il Dirigente del Commissariato, Commissario Capo Dott. Sandro Tommasi, ormai da tempo sta coordinando un nucleo di poliziotti specializzatisi nel contrasto di questo grave reato, soprattutto con modalità online, sempre più utilizzata dai malviventi: si tratta di investigatori esperti, con centinaia di episodi analizzati e risolti, che nella maggior parte dei casi riescono a dare un nome ed un volto agli autori degli episodi truffaldini, grazie anche all’utilizzo di modernissime apparecchiature informatiche e ad un costante aggiornamento concernente le nuove tecniche di adescamento utilizzate sul web.

L’ultimo caso scoperto, grazie ad indagini lampo, è quello concernente 4 amici ventenni di Fabriano che avevano deciso di affittare un’abitazione in viale Ceccarini a Riccione, ovvero nel cuore della movida della cittadina romagnola, per il ponte dell’Immacolata nonché per l’ultimo dell’anno e Capodanno.

Il gruppo, dopo aver presi i contattati necessari in un sito di annunci specializzati e dopo aver effettuato una trattativa via mail per circa una settimana, da un’iniziale richiesta di 1000 euro riusciva a spuntare 600 euro, che si riteneva essere veramente un ottimo prezzo, anche perché, oltre all’invidiabile posizione, lo spazioso appartamento in questione sembrava essere dotato di ogni confort, dalla tv ultrapiatta con maxischermo all’idromassaggio.

Nonostante gli affittuari avessero manifestato l’intenzione di vedere di persona l’appartamento -o nde evitare sorprese indesiderate – prima di versare una qualsiasi somma di denaro per “bloccare l’affare”, l’inserzionista, che a quel punto aveva fornito un numero di telefono al quale essere contattato, suggeriva loro caldamente l’immediata corresponsione di una caparra per la metà del valore pattuito sostenendo di aver avuto già decine di richieste, alcune delle quali addirittura in atto al momento del loro colloquio telefonico. La voce femminile dall’altra parte della cornetta, utilizzando uno slang giovanile e facendo leva sulla concreta possibilità che la vantaggiosa offerta loro prospettata sfumasse a causa della “concorrenza” che s’era fatta avanti, riusciva a convincere i suoi interlocutori a versare subito il 40% del prezzo concordato, anche grazie ad sconto sulla percentuale inizialmente richiesta.

L’inserzionista richiedeva il pagamento attraverso una ricarica di una carta elettronica ma, su insistenza dei giovani, che evidentemente pensavano così di essere maggiormente tutelati, otteneva la somma di denaro richiesta tramite bonifico bancario. Venerdì 7 dicembre l’amara scoperta: portatisi presso l’indirizzo di Riccione dove avrebbe dovuto essere ubicato lo splendido appartamento pubblicizzato, hanno appreso di essere stati truffati, con la magra consolazione di non essere stati gli unici ad esserlo, ma assieme ad altri giovani marchigiani, romagnoli e veneti. Le indagini lampo hanno permesso di denunciare un bolognese 30enne. Gli investigatori del nucleo antitruffe del Commissariato sono ora sulle tracce della voce femminile che ha definitivamente convinto il gruppo di 20enni fabrianesi a cedere alle lusinghe della movida riminese e ritengono di poterle dare presto un nome ed un volto.    (cs)

 

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