L’ALCOL, UN PERICOLO SOTTOVALUTATO – Viaggio nei vicoli del centro di Fabriano

di Marco Antonini

Alcuni ragazzini alzano troppo il gomito, si ubriacano e nessuno dice loro nulla. Forse i genitori, alle prese con la crisi, nemmeno si accorgono di come trascorrono le notti estive un gruppo di ragazzi, tutti tra i 14 e i 18 anni, in centro storico a Fabriano. L’alcol spopola tra i giovani e per alcuni non c’è divertimento senza un bicchiere d’eccesso. L’ultima bravata è stata fatta nei giorni scorsi nel vicolo che da Corso della Repubblica porta al Poio, zona chiesa Santa Margherita, nel cuore della città della carta. I residenti della zona lamentano non solo schiamazzi notturni che disturbano la quiete pubblica perché “il giorno dopo c’è ancora chi si alza presto per andare a lavorare”, ma lanciano anche un allarme legato alla salute dei ragazzini che bevono, bestemmiano e fanno anche qualche danno. “Qui alcune sere i ragazzini si appostano – confidano alcuni abitanti del centro – perché nessuno li vede e fanno ciò che vogliono. Chi passeggia lungo il Corso, infatti, non si accorge di ciò che succede nei vicoli”. Un problema, quindi, di sicurezza, tanto che più volte sono state chieste le telecamere e più controlli da parte delle forze dell’ordine in quelle piccole vie dove solitamente non arriva la pattuglia in perlustrazione con la macchina. “Anche giovedì sera – raccontano due mamme – alcuni ragazzini hanno bevuto due bottiglie di Gin, una di Vodka e di un altro superalcolico. Abbiamo provato a dir loro di non eccedere nel bere e di parlare con un tono di voce normale, ma c’hanno risposto male. Ieri mattina abbiamo trovato queste bottiglie sul davanzale e le abbiamo fotografate”. Nonostante i controlli e divieti, c’è chi trasgredisce e compra al supermercato alcolici o superalcolici “oppure li fa acquistare da amici maggiorenni per bere come se non ci fosse un domani”. Le due mamme premurose sono preoccupate: “Che tipo di futuro avranno questi ragazzi? Chi deve intervenire? I Servizi sociali? Le forze dell’ordine?” Non è prima volta che allarmi del genere vengono lanciati dai residenti del centro. Recentemente era stato il turno di Mauro Bartolozzi, imprenditore e presidente Confcommercio Fabriano, che aveva evidenziato il degrado e l’inciviltà che si respira in via Le Conce, sempre in centro, dove “diversi 12enni restano in giro fino alle 4 del mattino, bevono, danneggiano auto, lasciano i rifiuti per terra e sono pure maleducati”. Quello dell’alcol non è comunque un problema da addebitare alla cosiddetta movida, ma è un’emergenza sociale che va affrontata nelle sedi opportuni: scuola, famiglia, centri di aggregazione, oratori.

Lo studio

Bere più di 5-6 bicchieri di vino a settimana (più precisamente poco più di 5 pinte di birra o 5 bicchieri di vino da 175 millilitri l’uno, pari a 100 grammi di alcol o 12,5 unità alcoliche) accorcia la vita: si tratta di una quantità inferiore a quelle che costituiscono i limiti raccomandati attualmente in vigore in vari paesi tra cui il nostro (Italia, Spagna e Portogallo hanno dei limiti raccomandati quasi del 50% più elevati). Pubblicato sulla rivista Lancet, questo studio fornisce una chiara evidenza a supporto della necessità di abbassare i limiti di consumo di alcol in molti paesi del mondo”, afferma uno degli autori Edoardo Casiglia, dell’Università di Padova. In Italia le linee guida sul consumo di alcol raccomandano consumi inferiori agli 84 grammi settimanali per le donne e a 168 grammi per i maschi adulti. In Usa ad esempio si raccomanda di non superare 196 g/settimana di alcol pari a 11 bicchieri per i maschi; 98 g/settimana per le donne. Lo studio ha coinvolto – in 19 paesi ricchi – un totale di 599.912 individui non astemi. Circa il 50% del campione ha riferito di consumare più di 100 g/settimana di alcol, l’8,4% del campione addirittura 350 g/settimana. Ebbene, superati i 100 g/settimana di alcol consumato, si rileva un aumento del rischio di morte per tutte le cause.  Rispetto a chi ha riferito di limitarsi a un consumo settimanale inferiore a 100 grammi, per coloro che consumano 100-200 g/settimana, 200-350 g/settimana, o più di 350 g/settimana si stima una aspettativa di vita a 40 anni più bassa (circa 6 mesi, 1-2 anni, o 4-5 anni, in meno rispettivamente). “Il messaggio chiave per la salute pubblica di questa ricerca – afferma l’autrice principale Angela Wood, della University of Cambridge – è che se tu consumi abitualmente alcolici, bere meno potrebbe aiutarti a vivere di più, riducendo il tuo rischio di molte malattie cardiovascolari”. (Ansa)

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