DEMOLIZIONE DELLA SCUOLA DI CERRETO, IL NO DI “CAMBIAMENTI”

A cura della lista civica CambiaMenti di Cerreto d’Esi

In merito alla realizzazione del nuovo polo scolastico unico di Cerreto d’Esi, esigenza venutasi a creare in seguito agli ultimi eventi sismici, apprendiamo con sconcerto che il peggio del peggio che poteva verificarsi si è verificato. Il gruppo consiliare CambiaMenti esprime la sua totale contrarietà alla volontà dell’attuale maggioranza guidata da Giovanni Porcarelli (sancita con Delibera 48 del 10/07/18) di costruire il nuovo polo scolastico al posto dell’attuare scuola primaria demolendo l’edificio attuale, scelta peraltro avallata e addirittura rivendicata dal consigliere di minoranza Pcl Zamparini, dopo aver dichiarato giusto qualche settimana fa che la maggioranza e quelli di CambiaMenti erano d’accordo su tutta la linea (quando si dice la coerenza..).

Prima di ogni altro discorso tecnico e/o divagazione sul tema ci preme sottolineare in maniera chiara un punto: anche questa volta Giovanni Porcarelli non è stato di parola, in pubblico ha millantato più e più volte di sicuri incontri, tavoli di discussione e confronto con le minoranze per valutare un’opera che non riguarda questa maggioranza ma il 100 % dei cerretesi per almeno tre o quattro generazioni, una scelta che andava fatta a nostro avviso obbligatoriamente, se non altro dal punto di vista morale, per non lasciare nulla di intentato, ma oramai sappiamo il modo di operare di Porcarelli e ciò nonostante non ci abitueremo mai.

Di questo siamo sinceramente amareggiati e come cittadini, genitori, nonni, proviamo disgusto, disgusto per questa maniera di fare politica, sicuramente la nostra idea di politica è TOTALMENTE diversa.

Entrando nello specifico riguardo la nostra contrarietà a quella che definiamo una scelta delirante, ovvero il posizionamento del nuovo polo scolastico in via XXV aprile (nel sito attuale delle scuole elementari), vorremmo esprimere in punti, per non dilungarci troppo in sermoni, che non  sono nel nostro stile, quelle che sono le principali criticità che ci facevano propendere per la localizzazione del nuovo polo presso lo stadio comunale:

1) nella relazione tecnica allegata alla delibera si scrive testuale : “La demolizione e ricostruzione dell’attuale plesso della scuola primaria comporterebbe però

un periodo transitorio di almeno 2-3 anni in cui le scuole attuali verrebbero demolite: con

ulteriori costi e disagi per gli alunni. Al fine di evitare questi ulteriori disagi l’Amministrazione ha ritenuto congruo avviare la ricognizione di altre aree idonee ad ospitare tale nuova struttura e valutare in termini globali la soluzione della questione.”

Ora non avendo in conclusione trovato a loro dire altre aree idonee se ne deduce che per almeno 3 anni (i lavori di ripristino della primaria dovevano durare un mese, sono durati quasi un anno, campa cavallo..) avremo ulteriori costi ed INFINITI disagi per gli alunni.

2) l’area richiesta, in base a parametri stabiliti, per il nuovo plesso è di circa 15000 mq e si dovrebbe appoggiare sul sito esistente che attualmente è di 10800 mq più l’acquisto di terreni circostanti (ulteriore spesa), lasciando inalterato o quasi, per forza di cose, il parcheggio esistente di 1500 mq che attualmente, ripetiamo, attualmente, è già ampiamente sottodimensionato (chiunque porti i figli a scuola lo sa bene) e nel quale, per fare un esempio, quando arrivano pullman per le gite, vanno fatte rimuovere le auto per mancanza di posti di manovra. Tutto questo oggi, con una scuola primaria e una materna: provate ad immaginare come potrà essere dopo che avremo anche le medie.. Quali le conseguenze a livello di traffico veicolare, soprattutto la mattina, per delle strade secondarie di quartiere?

3) abbiamo speso oltre 100000 euro di soldi pubblici, ovvero nostri, ma forse molti molti di più, visto il protrarsi di diversi mesi dei lavori, per mettere in sicurezza un edificio in cui sono stati fatti rimanere dei bambini, con disagi che solo chi li ha vissuti sa, ed ora lo si demolisce adducendo addirittura il fatto che non sia agibile: allora è agibile e quindi  abbattiamo un edificio( idoneo magari per altre mansioni di minor impatto) costruito negli anni 80, su cui abbiamo speso soldi fino a due mesi fa, o è inagibile e ci abbiamo fatto stare dei bambini con tutti i rischi del caso in questi mesi?

4) l’unico terreno che non andrebbe comprato e che avrebbe i metri quadri idonei (come evidenziato in relazione)  è l’attuale stadio (tra l’altro da altre amministrazioni in epoche abbastanza recenti già messo tra i beni alienabili del Comune, dunque non si adducano motivazioni prive di logica) ma qui il discorso ricadrebbe sui costi per la sua ricollocazione, circa 600.000 euro. A prescindere dalla veridicità della cifra abbiamo più volte rimarcato  che esistono fondi per il credito sportivo a condizioni molto favorevoli per ricollocare lo stadio (ad esempio al posto dell’attuale campo sportivo Fontenera).

Vogliamo proprio vedere cari politici di professione quando costerà (per case Volpini sono stati spesi circa 60000 euro per la demolizione, le proporzioni non sono difficili da fare..) la demolizione dell’attuale plesso scolastico, come sarà lo svolgimento delle lezioni nei prossimi 3 anni in mezzo ad un mega cantiere, non solo come rumori, ma come salubrità dell’aria, pericoli ecc..

Valutando tutte le problematiche sopra esposte (soldi già spesi per la messa in sicurezza della scuola, spese per la demolizione, spese per acquisto terreni, disagi e costi per gli alunni nei prossime 3 forse 4 anni, spazi esterni e parcheggi totalmente insufficienti ecc.), noi restiamo fermi sul fatto che  la soluzione migliore sarebbe stata e sarebbe tutt’ora ricollocare lo stadio comunale accorpandolo al resto degli impianti sportivi anche tramite fondi idonei ( un esempio Sport Missione Comune 2018 del Credito Sportivo ed Anci che ha preso il via il 5 luglio)   e costruire il nuovo polo scolastico al posto dello stadio, riducendo al minimo i disagi per gli alunni e ritrovandosi, a lavori ultimati, un plesso più fruibile dal punto di vista di parcheggi e viabilità oltre che di spazi di pertinenza.

Sul futuro utilizzo dell’attuale stabile di via XXV aprile torneremo in un secondo momento a parlare, diverse erano le idee che avremmo voluto mettere sul piatto ed altre sarebbero potute scaturire da un confronto, possibilità che come solito ci è stata negata.

In conclusione possiamo solo dire che ancora una volta la politica del “fare” del Sig. Porcarelli lascerà un segno univoco e tangibile per gli anni a venire, questo è poco ma sicuro…

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