L’INCUBO DELLE LISTE D’ATTESA CONTINUA

Dodici mesi per un’ecografia. E’ la denuncia di una fabrianese di mezza età alle prese con le liste di attesa all’ospedale Profili. “Il medico di famiglia – precisa la donna – non aveva segnato l’urgenza, ma questo non vuol dire che per fare un esame di controllo bisogna per forza aspettare il prossimo dicembre. La situazione, poi, non cambia se scegli un altro nosocomio di Area Vasta 2: i tempi da aspettare sono sempre molto lunghi, se uno va a pagamento riesce a farla nell’arco di qualche settimana”. E’ l’ultima segnalazione di una utente che ha a cuore la sua salute e che si interroga sul modello di sanità che si sta attuando nelle Marche. Non è la prima volta che i pazienti si ribellano. Con l’arrivo della fine dell’anno, infatti, alcune persone hanno segnalato che “diverse prestazioni, per il nuovo anno, non possono essere ancora prenotate”. Solo due mesi fa tre fabrianesi di mezza età hanno protestato per le lunghe liste di attesa: quattordici mesi per una colonscopia, sei per una visita cardiologica di controllo, nove per un’ecografia ai reni. Calendario alla mano sono veramente troppi i mesi che passano tra la ricetta firmata dal medico e l’esame vero e proprio. “La colonscopia l’ho prenotata a ottobre 2016 – confida una donna – e finalmente, in questi giorni, potrò effettuare la visita. In questi mesi non sono stata bene e, insieme a mio marito, ho anche valutato se aspettare o prenotarla a pagamento per avere un responso in tempi ragionevoli. Pur di non spendere ho aspettato ed eccomi qui. Dopo un anno e due mesi da quando ho preso appuntamento al Cup sono tornata con le mie gambe al Profili”. Tra personale carente e il colpo di grazia dato dal terremoto del 2016 che, per diversi mesi, ha provocato il rallentamento di molti esami specialistici, a rimetterci è sempre il paziente che deve rivolgersi al privato e spendendo cifre più alte per avere un servizio di fondamentale importanza. Le liste di attesa, fortunatamente, non sono così in tutti i reparti.

Negli ultimi giorni ci sono problemi anche contattando il Cup Unico per prendere appuntamento. “Non è possibile – riferisce un utente al Corriere Adriatico – che ogni volta che si telefona ci sono 60 persone in fila e bisogna attendere quasi mezz’ora per prendere la linea e parlare con un operatore”. Ieri anche noi abbiamo fatto la prova e telefonato per accertarci di persona. Abbiamo chiamato il numero fisso che permette di essere raggiunto tramite cellulare. Sono serviti 25 minuti, alle ore 16,30, per poter chiedere di prendere un appuntamento per un esame. Pur non essendo un orario di punta, quindi, c’è da attendere… e perdere molto tempo ogni volta che c’è la necessità di fissare l’appuntamento per una visita medica. Gli utenti, tra la fila al Cup Unico e quella vera e propria per la prestazione sanitaria, hanno proprio bisogno di tanta pazienza!

Marco Antonini

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